Archivio per Born to be Trentino

Riposi in PATT

Posted in Born to be Trentino, Commiati, Notizie e politica with tags , , on 23/11/2014 by DeadNature

Diego Moltrer ha rinunciato ai vitalizi.

Il presidente della Regione è morto durante una battuta di caccia:”La sai quella dell’autonomista infartuato?”

Su internet gli animalisti esultano:”Uhuhuhuh!”

"Ora sai cosa vuol dire morire". In realtà molto probabilmente no.

Beato il popolo che non ha bisogno di faccine.

 

Al funerale scene di dolore e disperazione, che potete trovare sull’Instagram di @dondanielelaghi.

“Moltrer ci ha resi tutti un po’ mocheni”, ha detto Ugo Rossi con un rutto.

La satira è per sua natura irrispettosa, ma quando muore qualcuno è sempre importante spendere qualche parola su ciò che di buono ha fatto per noi. Oh, quanto bello era “Il laureato”?

Vendere la pelle dell’orso su Ebay

Posted in Born to be Trentino, Fieri di essere italiani with tags , , on 11/09/2014 by DeadNature

Dopo il brillante successo di immagine ottenuto con la sapiente gestione del caso Daniza (ricapitolando: tentativo di disinteressarsi alla questione, pretesa di gestire da soli la questione, ondata di hashtag indignati, scontri tra forze dell’ordine e manifestanti a Pinzolo – e manco per colpa delle scelte tattiche di Mazzarri, lungo inseguimento all’orsa nel crescente disinteresse generale,  cattura maldestra e uccisione dell’orsa quando ormai nessuno se ne ricordava più, nuovi hashtag indignati), molti (nessuno) si chiedono: e ora cosa accadrà? L’autore di questo blog, ghostwriter di Ugo Rossi e curatore dell’immagine dell’ISIS (la seconda professione è quella spendibile in società) vi anticipa le prossime trovate acchiappa-consenso della Provincia Autonoma di Trento (sempre sia lodata) (troppe parentesi, ah?).

 

  1. Nel tentativo di realizzare il Mount Rushmore italiano, gli addetti alla Creazione Cose di Buon Gusto della Provincia di Trento  scolpiranno sulle Dolomiti i profili di Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger, Papa Francesco e il Vescovo Bressan; nella circostanza, sfortunatamente, le celebri vette verranno completamente distrutte. Di fronte alle prevedibili critiche, ci si profonderà in rassicurazioni sul fatto che comunque almeno il Bondone è ancora lì bello saldo al suo posto.
  2. Lo stesso Vescovo Bressan pubblicherà una conciliante enciclica (lascia stare che i vescovi non pubblicano encicliche, Bressan sì) dal titolo:”Orsi e sodomiti, c’è posto anche per loro nel regno dei cieli, seppur come arredamento”.
  3. A ridosso delle festività natalizie, nell’ambito della manifestazione “Orfani come i cuccioli di Daniza”, la Provincia inviterà a Trento bimbi e bimbe orfani (o figli di obesi, che poi è uguale) da tutta Italia. Dolci, spettacoli di magia e alla fine, a sorpresa, niente meno che Babbo Natale in persona. Ugo Rossi lo introdurrà così:”Eh bambini, avete visto che bello? C’è Babbo Natale! Cioè, ovviamente è un figurante… Magari esistesse davvero, Babbo Natale!”.
  4. In seguito a una discussione sull’immortalità dell’anima scaldatasi un po’ troppo, gli Schuetzen faranno a botte con gli ultras dell’Hellas Verona, e non si tratterà di un film con De Sica. Ah no, aspetta, questa cosa l’abbiamo già organizzata.
  5. L’Adige diventerà quotidiano nazionale. Questo in realtà per dispetto, a un certo punto tutte ‘ste critiche son fastidiose.
  6. Il MUSE allestirà una mostra a tema astrofisico dall’accattivante titolo:”Stelle, le vedi ma probabilmente sono già morte. Galassie, le vedi ma in pratica ora come ora saranno un cimitero di stelle. E a proposito, come sta tua nonna? Ah è vero, scusa”. In omaggio per ogni visitatore un granello di sabbia, per rendere ciascuno consapevole di quanto inutile sia la nostra stessa esistenza.
  7. Ogni italiano riceverà in dono una confezione di canederli. Al ragù di orso.

 

Cordialità

DeadNature

Volare basso

Posted in Born to be Trentino with tags on 05/01/2013 by DeadNature

Il caratteristico senso trentino dell’opportunità.

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"Ormai sveglio son sveglio, che almeno quelli dell'Adige sappiano che le cose non van mica bene così!"

“Ormai sveglio son sveglio, che almeno quelli dell’Adige sappiano che le cose non van mica bene così!”

A Trento non succede mai un cazzo

Posted in Born to be Trentino with tags , on 23/07/2012 by DeadNature

Trento, una domenica pomeriggio di metà luglio. All’improvviso, la follia.
“Scusi, saprebbe indicarmi un ristorante aperto?”

Ore di caos assoluto in centro, urla in lingue incomprensibili, violenza sfrenata. Ma ‘ste Feste Vigiliane quanto durano?

Magrebini che picchiano centroafricani e viceversa. Del resto son quei lavori che noi italiani non vogliamo più fare.

I centroafricani:”I tunisini ci odiano, ci chiamano negri.” Embeh, lo siete o no?

(Insomma, i tunisini sono razzisti. Un primo passo verso l’integrazione.)

Inseguimento di negri con mazze e bastoni. In padano moderno, ronda.

Questa escalation di violenza porterà con sè razzismo e paura. Ma almeno a Divina non servirà più il viagra.

Per quanto ancora sopporteremo un gruppuscolo di sfaccendati che trascorre le proprie giornate in Piazza Dante, alternando momenti di torpore ad altri di violenta arroganza? Ma non volevo dedicare questo pezzo ai consiglieri provinciali.

Andreatta si dichiara “molto seccato”. Al rifugio avevano finito il Teroldego.

“Siamo andati oltre il limite. Gli scontri tra africani si sono verificati nelle parti centrali della città, e a lungo.” Non si poteva continuare con quelle piccole risse in periferia?

La stampa si interroga:”C’è qualche foto col sangue, sì?”*

L’APT prepara il nuovo slogan pubblicitario: Trento, venite a vedere il Bronx senza New York attorno.

Dellai cerca di calmare la popolazione:”Tranquilli, sto bene!”

Per concludere, vorrei rivolgermi ai miei concittadini: ora non fatevi prendere dal panico! Potrebbe sempre andare peggio: potreste abitare a Rovereto! Non chiudetevi in casa, svagatevi, fate cose. Tipo, tra poco al cinema esce Batman.

*Per fortuna c’era. Sennò cosa mettevano in prima pagina?

In prima pagine su Adige e Trentino. “Meno male che siamo passati al full color, sennò non si vedeva che era negro.”

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In UPT we trust

Posted in Born to be Trentino, Notizie e politica with tags , on 22/01/2012 by DeadNature

La sera del 6 novembre 2012, a Filadelfia, non mancava proprio nessuno. In prima fila, ovviamente, c’era Lui, il Principe, l’uomo che fino a quel momento aveva rappresentato senz’ombra di dubbio il meglio della trentinità applicata alla politica: Lorenzo Dellai. Al suo fianco, per soddisfare le pari opportunità, due donne: alla sinistra Lia Beltrami, in verità un po’ delusa perché alla festa c’erano pochi negri da aiutare; alla destra Caterina Dominici, con un avveniristico abito da Zio Sam, sui cui aveva fatto scrivere in Inglese, Noneso e Ladino “La Val di Non saluta il presidente”. C’erano poi Panizza con 45 Schutzen e 32 band di giovani promettenti; Pacher pieno di entusiasmo perché Dellai gli aveva promesso che al ritorno avrebbero fatto un pezzo di strada in metropolitana; Grisenti che aveva già in tasca un progettino per una galleria attraverso Mount Rushmore; Lucio Gardin e Supermario, presentati a tutti come “our Lettermans, i nossi Letterman”; una dozzina di giornalisti (spesati dalla Provincia, ci mancherebbe), tra i quali spiccava il direttore dell’Adige, Pierangelo Giovannetti, il quale, visto che sapeva fare correttamente lo spelling di “Keynes” (sulla pronuncia stava ancora lavorando) e aveva addirittura seguito le primarie democratiche per L’Avvenire nel 2004, era giustamente considerato uno dei massimi esperti mondiali di faccende americane.

Ma che cosa ci facevano tutti costoro in Pennsylvania, in quella fredda sera di novembre? La risposta sarebbe apparsa soprendente solo a chi non avesse seguito gli accadimenti degli ultimi mesi: erano lì per festeggiare il nuovo presidente degli Stati Uniti, Rick Santorum, che contro tutti i pronostici aveva battuto in maniera netta il presidente uscente, Barack Obama. Quando infatti, sul finire del 2011, i giornali avevano segnalato che uno dei candidati repubblicani alla casa Bianca, Santorum appunto, aveva sangue trentino, Dellai aveva immediatamente rizzato le antenne: altro che Metroland, altro che Muse, quella poteva davvero essere l’impresa che l’avrebbe reso immortale, ponendolo in un ideale Olimpo dei grandissimi secondo solo a sua madre, che l’aveva generato, ma senza dubbio davanti a De Gasperi e a Gesù Cristo! Un presidente degli Stati Uniti trentino, eletto grazie al contributo dei trentini! Bisognava però agire con sollecitudine: Dellai non perse un momento e chiamo a consulto l’unica persona di cui aveva stima, se stesso. Dopo una rapida riunione, Lorenzo e Dellai redassero di comune accordo il piano di lavoro:

  1. Complimentarsi con Lorenzo Dellai per la bella pensata.
  2. In tutte le scuole superiori, dedicare le ore di inglese a una massiccia campagna di tweeting in favore di Santorum: il voto di ogni studente sarebbe stato proporzionale al numero di followers statunitensi convertiti alla causa di Rick il rivano.
  3. Spedire i migliori volti del Trentino negli USA per combattere sul campo quella decisiva battaglia. Certo, non è che poi fossero moltissimi i volti migliori del Trentino, e alcuni di essi si sarebbero probabilmente opposti perché noiosi nell’animo, ma qualcosa si sarebbe organizzato.

La campagna partì subito dopo le primarie del New Hampshire ed ebbe immediato risalto mondiale: la Provincia Autonoma di Trento che correva in aiuto del suo figliolo d’oltre-oceano! E con che esiti! In South Carolina tra Santorum e Romney fu di nuovo pareggio, ma già in Florida l’operato trentino si fece sentire e Rick batté il rivale di ben sette punti, passando in testa per numero di delegati. Romney cercò di reagire, accusando il rivale di tradire lo spirito americano facendosi aiutare da uno stato straniero: ma Santorum rispose facendo aprire i suoi comizi dall’inno statunitense cantato dal coro della SAT, e per il mormone fu una botta durissima. Santorum vinse in Colorado, nel Maine e nel Minnetsota, perdendo solo nel Nevada, dove si rivelò errata la scelta di puntare su Giorgio Lunelli come catalizzatore del voto moderato nativo-americano: Lunelli perse 4 milioni di dollari al tavolo da black-jack, insolentì tutti con le sue critiche al PD e infine venne scalpato. Santorum fece tesoro dell’errore, puntando più sulla sostanza (il denaro trentino) che non sulla pur generosa e totalmente disinteressata voglia di mettersi in gioco di tanti suoi brillanti consanguinei: ed arrivò anche la vittoria in Arizona, mentre in Michigan fu un altro pareggio.

Si arrivò, finalmente, al decisivo “Super-martedì”: si sarebbe votato in 11 stati, e chi fosse risultato vincitore avrebbe potuto tranquillamente sentirsi in tasca la nomination. Dellai, da consumato stratega, capì che era il momento di scatenare l’artiglieria: il giorno prima della votazione, venne messo in circolazione online un video anonimo che ritraeva Romney in atteggiamento sospetto con quattro procaci fanciulle e un orso di pezza. Il video era in realtà un abilissimo falso, creato mettendo assieme le migliori menti di TCA e RTTR: ma quando si venne a sapere era ormai tardi, si era votato e Santorum aveva stravinto. Romney si era ritirato e il giovane virgulto trentino era il candidato presidente repubblicano.

Certo, in quei primi mesi gloriosi ci furono anche, sulla strada trentina, delle sacche di resistenza, per di più di origine interna: una minoranza di noiosi storse il naso di fronte alle posizioni del cattolicissimo Rick, fervente anti-abortista, creazionista (seppur nella versione più furba di “sostenitore della teoria del disegno intelligente”), sostenitore della pena di morte e favorevole al bombardamento dell’Iran, per non parlare poi delle dichiarazioni omofobe (gli omosessuali paragonati ai pedofili)! Insomma, sostenevano costoro, tanto valeva sostenere ome candidato presidente Francesco Agnoli, che almeno se ne andava fuori dai coglioni: ma tali individui vennero immediatamente tacciati di anti-trentinità o, indifferentemente, di arci-trentinità (sempre a criticare quel di buono che fanno i trentini) e poi ignorati senza troppe remore. Non mancarono nemmeno le conversioni eccellenti: l’intero consiglio comunale di Arco vergò un comunicato di fuoco contro la scelta scriteriata di apparire nel mondo come sostenitori entusiasti di un bigotto reazionario; ma poi, casualmente lo stesso giorno in cui saltò fuori un documento anagrafico che attestava come una trisnonna materna di Santorum fosse di Arco, la mozione venne ritirata e anzi tutta la cittadinanza di Arco si prodigò in lodi e incoraggiamenti per quel coraggioso candidato così fiero delle proprie idee.

(1. continua)

 

11. Guardarsi dentro e sentirsi ridicoli

Posted in Born to be Trentino with tags , on 08/03/2011 by DeadNature

Salve! Leggete anche voi “L’Adige”? Mi spiace, è un brutto male.
Riassunto delle puntate precedenti: sul finire del 2010 va in onda “Vieni via con me”, che essendo voi tutti intrisi di noiosissimo spirito progressista avete guardato con garrulo entusiasmo. Avendolo tutti voi eccetera eccetera, saprete che il leit-motiv di questo meraviglioso programma erano gli elenchi. Per darvi un’idea, ecco l’elenco di Abbado sulla cultura.

  1. La cultura arricchisce sempre.
  2. La cultura permette di superare tutti i limiti.
  3. Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi e’ contro il razzismo.
  4. La cultura, quindi anche la musica, e’ ascolto, che e’ la base del vivere civile e del pluralismo.
  5. La cultura rende anche economicamente.
  6. La cultura e’ contro la volgarita’ e permette di distinguere tra bene e male.
  7. La cultura permette di smascherare sempre i bugiardi.
  8. La cultura e’ lo strumento per giudicare chi ci governa.
  9. La cultura e’ liberta’ di espressione e di parola.
  10. (omissis: mi stavo addormentando. Gran finale con) La cultura e’ come la vita, e la vita e’ bella!”.

Bello, eh? Mancavano la 11 (L’acqua bolle a 100 gradi) e la 12 (L’amore non è bello se non è litigarello), ma Abbado è svenuto per il troppo sforzo.
Pensavo fosse difficile riuscire a superare in banalità e retorica spicciole “Vieni via con me” (l’esempio di un’Italia diversa: altrettanto deprimente e pure più noiosa), quand’ecco, sorprendente come un leghista sobrio, che “L’Adige” decide di proporre le proprie liste, sulle 10 cose per cui vale la pena vivere.
Ed è subito amore.
Vorrei, davvero vorrei, commentare ogni singola lista, esaminare negli anfratti più torbidi le banalità più malinconiche di redattori, collaboratori e altra umanità, ma sfortunatamente qua in galera non ho banda illimitata. Riserverò dunque i miei affettuosi (lo dico per evitare querele) strali a le liste più vip.
Pierangelo Giovanetti (direttore de “L’Adige”, anche se è un fatto universalmente noto e non serve neanche dirlo).
E…
Suspense…
Lorenzo Dellai.
(Chissà se adesso verrò anch’io seguito dalla Digos come i due cialtroni che hanno spaventato la Beltrami?)(Tra parentesi, secondo voi può essere pericoloso uno che per fare pubblicità al suo blogghettino tristissimo scrive commenti a caso sul sito de “L’Adige”? Ecco)

Cominciamo dal Direttorissimo più Trentinissimo che c’è.
1) Essere amato… e quindi amare (tre puntini adolescenziali a parte, trovo molto bello l’e quindi. Visto che mi amano, allora dai, faccio ‘sto sforzo)
2) Sapere che Dio ti vuole bene (… e quindi volergli bene)
3) Lo sguardo e il sorriso di Maria Grazia (oohh!)
4) La gioia di Francesca, Samuel e Chiara quando sto con loro (idem)
5) L’Adige (idem)
6) I lettori dell’Adige (BASTA! Cazzo, sembra un plagio del mio geniale elenco di Veltroni -Roma, La Roma, La Lazio...)
7) Vedere che quanto seminato con fatica da mio padre e da mia madre porta frutto (questo dovrebbero semmai dirlo loro, ma vabbé)
8 ) Godere le montagne della mia valle e l’incanto del creato (eh, come il Trentino non c’è nulla! Ve lo dice Giovanetti, che pur di andarsene ha fatto l’inviato per L’Avvenire…)
9) Cercare di rendere il mondo un po’ meglio di come lo si è lasciato la sera prima (a parte la profonda originalità, ‘sto punto è pure sintatticamente traballante, visto che si passa da una prima persona a una terza così, da un punto all’altro. Strano, visto quanto tempo Giovanetti avrà senz’altro dedicato a questo elenco)
10) Rendermi conto e gustare ogni giorno con entusiasmo della bellezza della vita (e dell’italiano? Costruzione di una bruttezza veramente rara. Però il concetto è bello, no?)

Ok, sin qui tutto molto bello. Passiamo ora a His Majesty Lorenzo.

1) La torta de patate (oh, un caratteristico cibo trentino! Chi l’avrebbe mai detto? Notare il de, che fa tanto uomo del popolo. Comunque la torta di patate è buona, quindi niente da eccepire)
2) Un coro alpino che canta “Signore delle Cime” al rifugio 12 Apostoli in Brenta (oh, un secondo riferimento al Trentino! E in più uno alla religione? Chi l’avrebbe mai detto?)
3) Vedere Gerusalemme al tramonto (prima di un frugale pasto con gli apostoli)
4) Lo slalom parallelo Gustav Thöni – Ingemar Stenmark del 1975 (vabbè, questa la lasciamo correre)
5) Le Beatitudini (Discorso della Montagna) Vangelo secondo Matteo (notare la finezza del doppio nome del famosissimo brano: Dellai sa che siete ignoranti e vi viene incontro)
6) Una canzone di De Andrè ascoltata in auto mentre guidi sotto la neve (ho una modesta proposta: facciamo un anno di moratoria internazionale su De Andrè? Che chi vuole se lo ascolta, è felice, eccetera. Ma non rompe le palle a noi. Notare comunque che anche qui Dellai è u(umlaut)ber alles: non semplicemente De Andrè, ma guidando sotto la neve. Non vi si sta già allargando il cuore?)
7) Vincere le elezioni senza raccontare palle agli elettori (che bisogno c’è di mentire, quando ci sono i contributi a pioggia? Ha mai detto palle Grisenti? Non mi pare)
8 ) Svegliare tua figlia (la più piccola) dopo averle preparato la colazione (“Figlia (più piccola), figlia (più piccola), vieni a vedere. So che ti sembrerà incredibile, ma tuo padre ti ha preparato la colazione. Non dirmi grazie, non occorre.”)
9) Fumare una sigaretta dopo aver fatto l’amore (soprattutto se hai smesso di fumare) (immagine di rara bellezza, seconda solo a Antonella Clerici che mangia un gattino vivo. O a uno stronzo sul cuscino. O ad Antonella Clerici sul cuscino, in effetti.)
10) Chiedere ad un passante un commento a proposito dell’ultimo polverone giornalistico e sentirti dire: ma di cosa stai parlando? (“Cose per cui vale la pena vivere? Lorenzo, ma che cazzo stai dicendo?“)

Tanti piccoli bacini
DeadNature

Lucio Gardin:”L’amministrazione roveretana ce l’ha con me e così non posso fare spettacoli nella mia città.” Porta pazienza, Lucio: vorrà dire che dovremo fare più strada per non venirti a vedere.

Posted in Born to be Trentino with tags , on 12/01/2010 by DeadNature
Buonasera a tutti! Oggi si parla di PD trentino: un argomento così interessante che in confronto un discorso di Fassino è uno spettacolo dei Monty Phyton. Che accade al PD trentino? Beh, incredibile a dirsi, ma ha un minimo di potere. Già così potrebbe far ridere, ma il meglio deve ancora arrivare. Anzitutto, in Trentino si sta lavorando a una riforma della scuola: uno dice, ah, bravi, mentre la Gelmini sfascia la scuola nazionale loro rilanciano e mirano a costruire una scuola pubblica di qualità. Giusto? Sbagliato: il progetto dell’assessore Marta Dalmaso (PD) riesce a raggiungere un solo obiettivo, ovvero fare peggio della Gelmini. Come? Così:
– Dopo le medie, un biennio comune a TUTTI gli indirizzi: fino ai sedici anni tutti studiano le stesse cose (a parte minimi dettagli). Giustificazione:"Così non resta indietro nessuno." Il ragionamento non fa una piega: se non si va da nessuna parte, non resta indietro nessuno.
– Tagli alle materie caratterizzanti: meno scienze nei licei scientifici, meno materie tecniche negli istituti tecnici… "Ma così nessuno saprà fare nulla!" "Ottimi dipendenti provinciali!"
– Disprezzo assoluto per gli insegnanti, che hanno cercato (in parte: molti si sono limitati a difendere la loro materia, ma non perché è importante per la formazione di una persona, solo perché altrimenti perderebbero il posto di lavoro. Così si è assistito, sui giornali, a un tutti contro tutti ridicolo: insegnanti di fisica contro insegnanti di ginnastica contro insegnanti di disegno. E intanto Dellai si frega le mani: la gabbia è sempre più piccola e i topi sempre più aggressivi), che hanno cercato, dicevo, di spiegare le loro ragioni e di proporre il loro modello di scuola. Peccato che gli insegnanti non contino un emerito cazzo, visto che le decisioni le prendono i lacché di Dellai, dirigenti come Paolo Renna e Crescenzo Latino, tanto per non fare nomi. "Presidente, perché ha messo loro in un posto di comando? Sono due persone assolutamente inadeguate, inette e… Oooh!"
 
Come finirà? Nel migliore dei modi possibili: si farà quello che vuole Dellai. Sempre sia lodato.
 
Per fortuna c’è un altro PD che avanza, ed ha il bel faccione di Vanni Scalfi (insegnante, guarda un po’ il caso). Vanni Scalfi, l’uomo di cui l’ex-presidente Ciampi una volta disse:"Macchiato caldo in tazza grande."; Vanni Scalfi l’uomo che ha una risposta ad ogni domanda, purché non ci siano dei punti interrogativi; Vanni Scalfi, così pieno di carisma che al confronto Bersani è Bersani; ecco, Vanni Scalfi viene intervistato da Daniele Battistel de L’Adige (ohhh!), in un articolo a pagina 16 (ohhhhh!), con fotina da condannato a morte (ohhhhhhhhhh! Scusate, sono svenuto) e fa le seguenti dichiarazioni.
"La mia candidatura è in campo già da settimane (Infatti sui giornali è stato un titolo dietro l’altro). Ho cominciato ancora l’estate (E qui non si sa se l’italiano fa difetto a lui o a Battistel. Sulla fiducia, direi ad entrambi) a costruire un progetto (col Lego), partendo dalle persone che mi sono più vicine (Mi immagino la ressa). Parlo di Elisabetta Bozzarelli, Andrea Pradi, Sara Ferrari (Consigliere provinciale del PD, di mestiere donna. Nel senso che si fa votare e la votano perché è di sesso femminile. Uao), Mattia Civico (Quando ha saputo della candidatura di Scalfi per la gioia ha esploso un paio di colpi in aria) e Italo Gilmozzi, persone con le quali, prima che a livello politico, ho una grande affinità umana (e anche qui l’italiano è partito un po’ per la tangente. Con immediata soddisfazione del Nuovo PSI)."
Ma attenzione, gran finale: com’è il PD che sogna Scalfi? Senza "casacche colorate": e in effetti sin qui mi sembrava che fosse il grigio ad andare per la maggiore.
"Sono entrato nel PD con le primarie dell’8 giugno 2008 (la data è scolpita nella pietra in tutte le principali piazze italiane). Prima alternavo il voto per i DS e per la Margherita (Questa o quella per me pari sono: bravo Scalfi. Si sa mai che domani torni buono per l’Api, o come cazzo si chiamerà allora) e in molti si interrogavano sulla mia provenienza (Ahahahaha, scusate, non ce la faccio. Giuro, dice proprio così! In molti si interrogavano sulla sua provenienza: capannelli nelle strade, riunioni condominiali, palazzetti dello sport presi a noleggio per risolvere questo infernale arcano. Anche se probabilmente è andata così: si è presentata alla sede del PD e il custode gli ha chiesto:"Scusa, Scalfi… Ma tu da dove cazzo vieni?"). Ora questa fase deve essere definitivamente superata per costruire un partito davvero nuovo (a Veltroni ha portato bene, ‘sta frase)."
 
E insomma, applausi per Vanni.
Ciao
DeadNature