Archivio per Attimi di umorismo disimpegnato

Fiat, gli operai di Pomigliano saranno pagati per non lavorare. Esattamente come Marchionne.

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags , , , on 05/02/2013 by DeadNature

Poche cose al mondo rallegrano il cuore più del Carnevale: forse giusto un’epidemia di vaiolo, un comizio di Monti, un comizio del vaiolo (peraltro capace di elaborare piani di crescita molto più credibili di Monti), un’epidemia di Monti (ok, mi sto facendo prendere un po’ la mano. La smetto). Ma al netto di quanto detto, il Carnevale è sicuramente la festa più bella, quella dove l’allegria e il buonumore regnano sovrani e garruli. Impossibile non ridere di gusto a Carnevale, mentre si cammina per ore nella folla con indosso una parrucca fucsia e dei pantaloni orrendi (quelli non per il Carnevale, è che chi legge questo blog non ha gusto)(e meno male), bestemmiando allegri per il freddo e la necessità di urinare, mentre i pargoli vestiti da festose creature che popolano la loro infanzia, quali Peppa Pig, Ben10 e Roberto Saviano, alternando pianti inconsolabili a richieste irrealizzabili (“Babbo, dì a Monti e Bersani che le battute su Brunetta basso non fanno ridere e sono pure di pessimo gusto!”). Ah, Carnevale, festa tra le feste! Non sbagliava Goldoni quando diceva “A me ‘sta storia delle maschere sembra un po’ una cazzata, ma tant’è, facciamoci i milioni”. Già, le maschere, metonimia del Carnevale per antonomasia (scusate, devo far valere i miei studi classici)! La storia ha reso celebri e immortali i vari Arlecchino, Pulcinella, Colombina e Gianduia: ma quante altre maschere sono invece finite nell’oblio? Sette. O almeno, così mi ha detto un tale che ho incontrato in treno, che si è professato esperto di storia e folklore locale e che mi ha chiesto cosa pensassi della tipica tradizione molisana della Corsa dei carri di San Martino in Pensilis e se per caso avessi un euro. Non ho motivo di dubitare di lui e vado ad elencarle.

  1. Porcellano: garbata maschera friulana, caratterizzata dalla timidezza eccessiva. In effetti, nessuno l’ha mai visto e probabilmente non è mai esistito. Ciò non toglie che potete sempre non andare a una festa e dire di esserci stati, ma travestiti da Porcellano. Matte risate, approvazione sociale, retweet a pioggia.
  2. Creampaia: scaltra maschera meridionale (forse pugliese o forse calabrese, a sud di Firenze per me son tutti uguali), simbolo della donna astuta che si contrappone alla volgarità maschile. Compariva spesso in opposizione a Pantalone, che però alla fine pagava soddisfatto.
  3. Zubinét: maschera trentina. A nessuno sarà sfuggito che ci son maschere di un po’ qualunque posto d’Italia, eccetto che del Trentino. Questo non è dovuto, come molti stronzi potrebbero pensare, a una certa permalosaggine insita nei trentini, ma è altresì legato alla tragica fine toccata alla maschera di Zubinet. Questi, astutissimo taglialegna della Val di Cembra, rappresentava il simbolo dell’opposizione popolare al potere del Principe Vescovo. La sua parabola si offuscò quando si scoprì che rappresentava effettivamente il simbolo dell’opposizione popolare al potere del Principe Vescovo, ma stipendiato per questo dal nobile von Panizzon, delegato del Principe Vescovo alla Cultura, Tradizioni Popolari e Cazzate del Genere.
  4. Lassu: maschera ligure dall’appetito insaziabile e dall’allegria molesta, la battuta sempre pronta e il bisogno di essere costantemente al centro dell’attenzione. Lo si trova in qualche opera giovanile di Goldoni, senonché a un certo punto le altre maschere si ruppero le palle di uno che parlava come il Gabibbo, mangiava come il Gabibbo e insolentiva le giovani donne come il Gabibbo, il tutto senza però avere il sex-appeal che tutto il mondo invidia al Gabibbo; e lo impiccarono.
  5. Orlecchino: maschera bresciana di epoca incerta, si trattava di un astuto servo di corte dal vestito colorato. Scomparve quando a Bergamo fecero notare che loro avevano già creato una maschera del genere e che se si trattava di andare per avvocati ci si andava senza problemi, e poi non ci si lamenti quando si finisce in galera.
  6. K: maschera molisana rappresentante le molteplici sfaccettature di questo popolo incredibile. Indossa un abito grigio e non ha alcuna espressione. Il nome deriva da un referendum popolare: il Molise, infatti, stufo di essere bistrattato dal resto della nazione, si ritrovò al gran completo in un bar e decise di inventare una maschera di Carnevale. Sarebbe stata la maschera più esilarante di tutte e avrebbe messo finalmente il Molise sulla bocca di tutti: ma per una maschera esilarante serviva un nome esilarante! Ci fu un lungo conciliabolo, poi dal fondo della sala qualcuno disse:”Chiamiamolo K, Daniele Luttazzi ha detto che è un suono che fa molto ridere!” “Bella idea Daniele!”
  7. Paradossa: maschera romana, rappresenta una donna ironica e colta, in grado di destreggiarsi nelle mille insidie del mondo solo grazie al suo carisma e alla sua intelligenza. Farà la valletta di Fazio a Sanremo.

Saluti e buon divertimento alle mie amate mascherine

DeadNature

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La Fornero si indigna per una maglietta che la immagina al cimitero. Allora qualche tabù ce l’hai, eh?

Posted in Uncategorized with tags on 30/03/2012 by DeadNature

Salve. Non scrivevo qui da due mesi, ma non è che nel mondo siano successe grandissime cose. Per un breve periodo ho aperto un account twitter, ma l’ho chiuso quando ho capito che non è sufficiente followare qualcuno per avere dal medesimo sesso selvaggio. Mi hai deluso, Walter.
Ora vorrei aggiungere qualcosa di impagabilmente caustico, ma ho promesso alla mia mamma di portare fuori la spazzatura. Si tratta solo di mettere mia nonna nella carriola.
Amenità e a (più) presto

Esce in libreria “Il signore degli anelli” visto dalla parte dei cattivi. Perché anche l’Occhio vuole la sua parte

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags , on 18/05/2011 by DeadNature

Buonasera, rieccoci qui a parlare di cose vane, in attesa della morte, sempre più uguali a noi stessi. Un po’ come Woody Allen, ma la mia figlia adottiva è lesbica.
L’argomento di oggi non saranno le elezioni comunali: mi ero preparato un’analisi satirica, ma l’ho lasciata in macchina e Pisapia me l’ha fregata. Poco importa, non era un granché. Comunque sia, niente politica: al suo posto, un tema da questo blog poco trattato eppure meritevole di considerazione: la natura. Molti di voi formano le proprie conoscenze sulla natura basandosi sui documentari di Piero Angela (i conservatori), Alberto Angela (i giovani ribelli), Mario Tozzi (i comunisti sempre polemici) e Licia Colò (i maniaci che sperano sempre di vedere un documentario in cui Licia, per denunciare la piaga del riscaldamento globale scala, nuda e bollente, il Kilimangiaro, mentre un bonobo le viola il posteriore)(Forse sto eccedendo, ma lo faccio per aumentare i contatti). A qualsivoglia delle suddette categorie voi facciate parte (frase inutilmente contorta, ma sono fatto così), mi tocca rivelarvi una dolorosa verità: Essi sono una lobby, una lobby potente, che sottace (?) verità scomode sul mondo degli animali. Perché lo fa? Non ne ho idea, ma non ha importanza: quello che conta sono le

RIVELAZIONI SCOTTANTI DEL BLOG DI DEADNATURE SUGLI ANIMALI, APPARENTEMENTE CARINI MA INVECE MORTALI E VICEVERSA

1) L’aspide ha questa fama di animale spietato, che morde e ti ammazza e tanti saluti, ma è un equivoco: in realtà è tenerissimo e bisognoso di affetto. Pochi infatti sanno che l’aspide, dopo aver morso la sua vittima, si avvicina al corpo esanime e ci si struscia un po’, in cerca di coccole e affetto.

2) Milioni di documentari hanno inculcato nelle menti più fragili l’idea che il delfino sia animale di intelligenza sopraffina, ma questo è falso: messo di fronte a un televisore, il delfino mostra di divertirsi con Carlo Conti (e passi) ma pure con Pino Insegno (e questo non ha proprio difese).

3) Tutti dicono un gran bene del koala, ma ci sono prove assai solide che essi siano al servizio del male (come Sallusti, ma con più dignità) e addirittura del Maligno, della Bestia, di Satana, insomma. In ragione di ciò, ci sentiamo di sostenere la campagna promossa dal Santo Padre: mangiamo i koala prima che siano loro a mangiare noi (vedi foto allegata)! 

Sua Santità Benedetto XVI, ben conscio del potere demoniaco dei koala, non esita a mangiarne uno vivo.

4) Cani e gatti, in nome dei quali da molto tempo il mondo si divide in due fazioni, sono in realtà lo stesso animale visto da prospettive differenti. A smascherare l’inganno è stato Jebediah Prowlett, scemo del villaggio di Huntington, Utah, il cui strabismo divergente è stato per una volta motivo di vanto e non di scherno. Ora andranno avvertite, con la dovuta cautela, milioni di teenager e donne sensibili in generale.

5) I muli sono sterili perché consci del drammatico problema del sovraffollamento del globo. E tu continui a volerlo fare senza preservativo per dare un figlio a Dio! Come? Lo fai solo perché senza preservativo si gode molto di più? Allora va bene.

Non mettere il carro davanti a E-Bay

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags on 06/02/2011 by DeadNature

Salve, rieccomi a voi, in questo nuovo affascinante blog, che conserva tutti i pregi del vecchio (quali essi siano) eliminandone i pochi difetti (Windows Live Messenger mi faceva usare solo sette consonanti per post).
Passando a cose più importanti, per offrire una sorta di continuità col passato, di cui oggi c’è un gran bisogno, ecco a voi qualche nuovo, irriverente, ritratto storico minore (quelli vecchi sono qui. Ma chissenefrega, giusto?).

Patrizio Fanaciullo (Barcellona Pozzo di Gotto (Me) 1911 – vivente)

Figlio di Antonio Fanaciullo, ex scapolo impenitente di Barcellona Pozzo di Gotto, il quale a settantuno anni suonati decise che sì, va bene impenitente, però qualcuna che lo portasse in bagno ci voleva, no? e così andò in piazza a cercare una ragazza. ma nel tragitto ebbe un infarto e morì. Al funerale non si presentò nessuno (che poi, funerale: quando il corpo cominciò a decomporsi lo diedero ai maiali)(con moltà pietà cristiana), ma circa tre mesi dopo si presentò in comune una ragazza, vistosamente gravida, che affermò con certezza di essere stata sposata, il giorno prima della sua dipartita, dal Fanaciullo. Non l’aveva detto per pudore e rispetto della morte. Ciò detto, era avanzata un po’ di eredità? Sì, le dissero, c’era una bisaccia colma d’oro, di cui nessuno s’era impossessato per ragioni risibili. La ragazza la prese, ringraziò, e se ne andò, cavalcando un ragazzo moro dai bellissimi occhi e dalla gonorroea devastante.
Ora, con queste promesse, come poteva essere la vita di Patrizio Fanaciullo, se non una triste monnezza? E infatti. Oh, e magari morisse! Cent’anni!

Erica Barascio (Reggio Calabria 1694- 1740)

Artista effervescente sin dall’infanzia, si distinse per una serie di poemetti erotici dialettali che le valsero il plauso della critica, formata da tutta la popolazione alfabetizzata di casa sua, ovvero se stessa. Erano però tempi bui per le donne che volevano dedicarsi alla letteratura (non come adesso, che possono scrivere romanzi di successo e ricevere volgari avance da Bruno Vespa), perciò le sue opere non ebbero mai ampia diffusione. Più esattamente, non ne ebbero nessuna: un pomeriggio, suo padre le scambiò per mortadella e le mangiò. Pazienza.

Non tirare i remi in barca, nè acqua al tuo mulino. Ma soprattutto non tirare i remi nel mulino, o sono cazzi.

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags on 04/05/2010 by DeadNature
Ehi, salve. Come va? Male? Questo è ciò che pensate voi, cari miei. Dovreste invece ringraziare di non essere:
1) Un gabbiano che ha casa nelle vicinanze del golfo del Messico.
2) La colf di Scajola (200 metri quadrati, mica cazzi. Ma la cosa più grave è che Scajola le paga solo un terzo del dovuto).
3) Un greco qualunque.
4) Il portiere della Lazio, così da avere la gioiosa scelta tra un accoltellamento post-partita e prendere un sacco di gol -venendo comunque accoltellati, ma dai tifosi della Roma.
5) Sandro Bondi. Non che abbia fatto particolari cazzate, ultimamente, ma qualcuno di voi vuole essere per caso Sandro Bondi? Ah, mi sembrava.
 
Insomma, poche palle: avete una vita meravigliosa e dovete esserne felici. Prendete me: ogni giorno che passa, ho una gioia. Eccezion fatta per i miei guai col WWF. Per chi non lo sapesse: entrare nel WWF è facile -vai in un loro gazebo, dici "Sì, voglio salvare la tigre!", paghi una piccola somma, se vuoi anche non tanto piccola, ed ecco fatto – entrare è facile, dunque; uscirne è impresa più difficile. La situazione si articola come segue qua sotto.
 
I DIFFICILI RAPPORTI COL WWF DI DEADNATURE

1) A causa della difficile situazione economica, decido di non rinnovare la mia tessera WWF. Quindici giorni dopo la mia decisione, mi arriva una struggente letterina, firmata niente meno che da Fulco Pratesi, il presidente del WWF, l’uomo che riesce nell’impresa di rendere ridicole anche le posizioni ambientalistiche più condivisibili.* Il contenuto è all’incirca il seguente
Caro Dead,
tanti anni fa, durante uno dei miei viaggi in Africa, vidi un leone con una ferita su un fianco. Sarebbe certamente morto, se non avessi avuto con me una mazzetta di banconote con cui fasciai la ferita, fermando la perdita di sangue. Quel leone ora è cresciuto, vive felice e proprio il mese scorso ha aggredito e ucciso un neonato.
Solo con il tuo aiuto possiamo salvare altri leoni!
Con affetto
Fulco

La storia apre il mio cuore, ma non posso ancora tornare a prostituirmi finché il mio retto non smette di sanguinare.
Non rinnovo l’iscrizione al WWF.

 

2)Passano altre due settimane: arriva un’altra lettera.
Caro Dead,
ho ragione di credere che la mia precedente lettera non ti sia arrivata a causa di un qualche disguido postale. Non posso infatti credere che tu sia così stronzo da lasciare che un’intero branco di rarissimi mufloni dal vello aromatizzato al mirto si estinguano. Quei mufloni, la cui foto allego affinché tu possa sentirti in colpa, hanno bisogno di te. E in fretta. Quindi corri alla banca più vicina e rinnova l’iscrizione al WWF.
Dai, su
Fulco
Mi sento davvero una persona molto brutta – anche per lo spreco di carta che sto provocando – ma non posso in alcun modo rinnovare la mia iscrizione: mi sono giocato tutti i miei risparmi sulla vittoria della Lazio contro l’Inter in campionato.
Non rinnovo l’iscrizione al WWF.
 
3)Passa un altro po’ e ricevo una terza busta. All’interno ci sono una lettera e un pezzo di carne cruda di cui non comprendo subito l’origine. Poi leggo la lettera e capisco.
Sentimi bene, caro il mio pezzo di merda
Ho cercato in tutti i modi, TUTTI – I – MODI!, di essere gentile con te. Ma tu non hai voluto sentire ragioni, hai voluto fare lo splendido, l’eroe.
Per farti capire che non scherzo, allego alla presente lettera una pinna di delfino.
Se entro dodici ore non ci arriverà il tuo denaro cominceremo una sistematica campagna di sterminio di tutti i delfini in nostro possesso.
Dodici ore.
Tutti i delfini.
Con immutata simpatia
Fulco

Ho rinnovato l’iscrizione al WWF.
 
Ciao
DeadNature
*Per dire: risparmiare l’acqua? Cavolo è giusto! Poi arriva Pratesi e ti fa:"Io mi lavo solo una volta alla settimana!" E tu allora pensi che ‘sta storia dell’acqua è una puttanata per squilibrati come lui e cominci a usare la lavatrice per pulirti un calzino, mentre ti lavi i denti usando la doccia per sciacquarti la bocca, tirando nel frattempo lo sciacquone freneticamente, per eliminare ogni singola traccia di traccia.

La mia ragazza ha un ritardo. Ma confido in un decreto interpretativo

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags on 22/03/2010 by DeadNature
Buonasera. Non ci si vedeva da tanto tempo, eh? Perdonate, ero in giro per l’Italia a fare campagna elettorale al PD: era la mia pena sostitutiva al carcere.
No, scherzo: sono stato molto impegnato per ragioni sentimentali. Ho stabilito il record mondiale di coccole: due settimane senza pausa. Ma la mia ragazza è morta assiderata lo stesso.
Passando a cose davvero importanti, sabato a Roma è sceso in piazza il popolo dell’amore. Erano tanti, simpatici e colorati. Tipo un gay pride, ma con meno senso estetico.
Sul palco sono sfilati i candidati governatori: momenti di imbarazzo quando Berlusconi ha confuso Formigoni con la sua igienista dentale e si è fatto "dare una sciacquatina".
Zaia era l’unico assente. Per "gravi motivi familiari": vedi cosa succede a mandare tutta la famiglia a fare scorta di McItaly?
Al PdL butta male, comunque: la situazione è così grave che Bertolaso è corso a farsi fare un massaggio.
La Russa aggredisce e insulta se stesso.
Bersani è in crisi: il PD è in cerca di un nuovo leader. Sulle porte dei cessi degli autogrill.
Qualcuno ha notizie di Franceschini? Non che interessi, ma ha lasciato da pagare in cinque-sei feste dell’Unità.
Mi è piaciuto lo slogan dell’UDC:"Stiamo solo coi migliori" Bravo Casini: sempre in soccorso del vincitore (cit.).
Il calcio secondo Casini: tu tifi Bologna e il Milan vince lo scudetto? Il Milan diventa il Bologna.
(Anche se per Ronaldinho prendere lo stile di vita di Lanna potrebbe essere letale. A letto alle undici? Brr…)
Per fortuna siamo alla fine di questa campagna elettorale! Cose che ho imparato: in questo paese puoi essere totalmente nel torto e far apparire te stesso come il più triste dei martiri. Ah, l’avessi saputo prima! Non avrei pagato così tanto quel krapfen!
Dopo Morgan e Bigazzi anche Busi è stato cacciato dalla Rai. Otto anni fa era toccato a Biagi, Santoro e Luttazzi. Se va avanti così, tra altri otto anni tocca agli organismi unicellulari.
 
Ciao
Stefano

Il processo di pace continua a mietere vittime. Qui sì che ci starebbe bene un lodo.

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags , on 30/09/2009 by DeadNature
Beh, rieccomi qua, reduce da un’insaziabile orgia di celebrità e potere che mi ha dato alla testa, facendomi straparlare persino ad Unomattina. Ah, no: non sono Berlusconi. Me lo dimentico sempre. Lui invece se lo ricorda ancora bene, purtroppo.
Comunque, in questa lunga e intensa estate ho imparato un sacco di cose. Ve ne elenco alcune, cosicché possiate essere almeno un po’ simili a me.
 
COSE APPRESE DA DEADNATURE
1) Presentarsi in spiaggia commentando ad alta voce "Questo posto non è più lo stesso da quando ci abbiamo nascosto tutti quei rifiuti tossici" non è un buon modo per fare amicizia.
2) Roma non è in Belgio.
3) Le ombre cinesi sono un gioco divertente, ma usarle per porgere le condoglianze ad una vedova affranta non otterrà effetti soddisfacenti.
4) Il contrario di "eccitante" è "deprimente, scoraggiante, dimesso, apatico". Ora posso scrivere il mio pezzo sul PD.
5) Far accoppiare un criceto e un asino è moralmente sconveniente. Specie se l’operazione avviene in un confessionale.
6) Google è molto utile, ma non ti insegna come sconfiggere Satana in un duello senza ritorno. E così adesso sono di nuovo single.
7) La pillola Ru486 uccide i bambini. Sì, proprio così. No, niente discussioni!*
*Il senato farà un’"indagine conoscitiva" sulla Ru486. Me l’immagino: sei mesi di dibattito, poi verranno fuori e diranno "Beh, pare serva ad abortire!"
 
Per ora basta, conosco i vostri limiti
DeadNature