Archive for the Notizie e politica Category

Great minds think “A like!”

Posted in Notizie e politica on 27/01/2017 by DeadNature

Ciao amici. Quanto tempo! Ormai questo blog è un po’ abbandonato a se stesso, ma da oggi le mie facezie, invettive e gag le trovate qui.

DeadNature, da sempre al passo coi tempi

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Non ho paura che della paura stessa. E di gente che spara all’impazzata in luoghi affollati

Posted in Notizie e politica, Recentemente mi son trovato a ripensare ad una curiosa vicenda with tags , on 20/11/2015 by DeadNature

Seppur colpito dai tragici eventi di Parigi, l’autore di questo blog non viene meno al suo ruolo di infaticabile collante tra i popoli. In quest’ottica, riceviamo e volentieri pubblichiamo l’ultimo comunicato stampa dell’ISIS, nel quale ci si rivolge con parole che oseremmo definire perentorie al proprio popolo.

Andiamo figli della Patria,

il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi si è alzata
La bandiera insanguinata della tirannia!
La bandiera insanguinata della tirannia!
Sentite nelle campagne
Ululare questi feroci soldati?
Vengono fino alle nostre braccia
Per sgozzare i nostri figli e i nostri compagni!

Alle armi, cittadini! 
Formate i vostri battaglioni! 
Andiamo! Andiamo! 
Che un sangue impuro 
Bagni i nostri campi!

Mamma, guarda quanto sono irriverente

Posted in Fieri di essere italiani, Notizie e politica on 11/04/2015 by DeadNature

Questo è l’editoriale che non leggerete domattina sul Foglio (non perché siete persone normali e quindi il Foglio non ve lo filate, ma perché me lo sono inventato io).

 

Cari lettori, tutti e tre,

come forse saprete la nostra ragione di vita è sempre stata prendere una posizione graziosamente anticonformista su qualunque tema dello scibile umano. Questo fa di noi un giornale talmente prevedibile da essere di fatto la parodia di se stesso, ma continua a dare a noi che scriviamo (e soprattutto a voi che leggete) quel brivido di piacere da “Io sì che la so lunga” senza il quale le nostre esistenze sarebbero quanto di più malinconico sia possibile immaginare, un eterno svegliarsi al mattino e trovare nell’altra metà del letto Anselma Dell’Olio.

Certo, rimaniamo pur sempre italiani, per cui irriverenti sì, irriverentissimi, ma la volta che la spariamo un po’ troppo grossa e la gente si incazza, lì subito ci ritraiamo impauriti, facciamo le vittime. Insomma si faceva per scherzare, ma possibile siate tutti così permalosi? E comunque anche se non dicevamo sul serio in un certo senso avevamo ragione noi, e poi delle foibe, com’è che nessuno parla? E poi non eravamo tutti Charlie, tana libera minchiate? Insomma un po’ di teatrino pietoso (alla Cruciani, non a caso citato nella nostra tirata), dopo tre giorni è tutto dimenticato, e via che si ricomincia.

Tutto questo premesso, pare che ieri, sospinti dal nostro irrefrenabile anticonformismo, abbiamo pubblicato una lettera di un no-global pentito che non era arrivata in redazione esattamente la mattina stessa. Ok,  per l’esattezza era un post di un blog di quattro anni fa. Ma capirete anche voi che era il giorno dopo la scoperta dell’acqua calda, cos’altro potevamo fare? Proporre De Gennaro senatore a vita? Pagare una medium per chiedere un parere a Cossiga? Tutta roba banale, ne converrete. Certo, avevamo scritto un editorialino nel nostro solito stile, le solite venti righe di cazzocentrismo, mescolando cose vagamente attinenti tra loro al solito scopo di convincervi che noi certamente siamo stronzi, ma non è che poi gli altri (chiunque essi siano) siano poi ‘sto granché, suvvia. Ma era una cosa un po’ di maniera, fiacca, “la polizia ha pestato gente che non centrava niente, però in fondo centrava”, voi ve lo siete bevuto e avete annuito con convinzione, ma noi sapevamo di poter dare di più. Allora ci siamo messi a googlare “G8 Genova no global cattivi”. E abbiamo trovato venti pagine di nostri articoli. Ma arrivati a pagina 21, ecco premiata la nostra perseveranza: un blog di un no-global pentito. Rapida lettura, grande apprezzamento, immediata pubblicazione, onore salvo. Perché parliamoci chiaro, quella lettera è così perfettamente nel nostro stile che non avremmo saputo fare di meglio neanche scrivendocela da soli.

Mucchi selvaggi di nemici generici, in modo da appiattire ogni differenza, anche le più ovvie, e ridurre tutto a un comune denominatore parodistico (“Cobas, no global, pacifisti, black block, papa boys, preti in borghese, missionari, boys scout, antagonisti, centrosocialisti, veterocomunisti, e insomma all’incirca le stesse persone dall’indole bonacciona che potresti incontrare alla marcia di Assisi o al raduno sindacale di Piazza Maggiore”, notate l’eleganza di buttare lì i black bloc, scritti pure sbagliati, in mezzo ai pacifisti e ai papa boys, che colpo di classe)(e anche l’uso dell’-ismo dispregiativo, adesso noi lo si sta rilanciando con omosessualismo, ma questo qui era un precursore).

Pasolinismi da quattro soldi (manifestanti e forze dell’ordine “Fratelli contro fratelli, come nella foto storica di Tano d’Amico”).

Ribaltamento dei ruoli (“L’amico che mi sedeva di fianco sul pullman è stato arrestato e detenuto una settimana nel carcere di Bolzaneto, subendo alcune percosse successivamente denunciate, esasperate, e portate all’attenzione dei media”. Insomma, va bene, ti hanno picchiato in carcere, ma lo devi andare a dire a tutti? Un po’ di amor proprio, no?).

L’uno che pretende di parlare per tutti, stile retorico anche noto come costanzamirianismo (“Io sono contenta di stare a casa mentre mio marito lavora, quindi per tutte le donne è così. Lascia stare che poi faccio duecento incontri all-anno in giro per l’Italia, e a ‘sti quattro nani rompiballe ci pensa la filippina”).

E poi il colpo di genio: “Eravamo a Genova senza un vero scopo […] aizzati dai media antagonisti, dalla trasmissione di Fabio Volo su MTV”. Ebbene sì, da tutta Europa vennero a Genova su un cargo battente bandiera FabioVolana. Questo è puro trademark Il Foglio: la stronzata così fuori-scala che il lettore non la percepisce come tale, ma anzi l’apprezza come grande verità controcorrente.

Insomma, è andata così. Oh, ma sapete che Saviano fa tanto il comunista ma poi gira con la Mercedes?

Riposi in PATT

Posted in Born to be Trentino, Commiati, Notizie e politica with tags , , on 23/11/2014 by DeadNature

Diego Moltrer ha rinunciato ai vitalizi.

Il presidente della Regione è morto durante una battuta di caccia:”La sai quella dell’autonomista infartuato?”

Su internet gli animalisti esultano:”Uhuhuhuh!”

"Ora sai cosa vuol dire morire". In realtà molto probabilmente no.

Beato il popolo che non ha bisogno di faccine.

 

Al funerale scene di dolore e disperazione, che potete trovare sull’Instagram di @dondanielelaghi.

“Moltrer ci ha resi tutti un po’ mocheni”, ha detto Ugo Rossi con un rutto.

La satira è per sua natura irrispettosa, ma quando muore qualcuno è sempre importante spendere qualche parola su ciò che di buono ha fatto per noi. Oh, quanto bello era “Il laureato”?

Di come l’ebola ricevette il Tapiro d’oro

Posted in Fieri di essere italiani, Notizie e politica, Sana indignazione with tags , , , , on 09/10/2014 by DeadNature

Salve! Come state? Vi state godendo questo piacevole ottobre dal sapore quasi estivo, che quasi vi rende felici di non avere un tetto sopra alla testa? Mi auguro di sì. Nel mentre che la vecchia in fila davanti a voi si distrae e potete finalmente fregarle il portafoglio, eccomi qui a dilettarvi un po’. Intervengo a mente fredda (un modo elegante per dire che prima non avevo voglia, e comunque i post di questo blog sono classici senza tempo già appena pubblicati) sul recente evento foriero di ilarità per il web tutto. No, non il cane con l’ebola: Renzi che parla inglese.

Ahahah, hai sentito Renzi qua, sembra che dica culo in inglese, ahahahah, che tristezza, ma come siamo ridotti? Dai, facciamo un video spiritoso tipo “Renzi dice culo per dieci minuti”, sicuro diventa virale, e poi botta di visualizzazioni, intervista su Vice-Italia e retweet di Andrea Scanzi!

Queste critiche sarebbero pienamente condivisibili (no, in realtà no: Renzi era comprensibilissimo, con accento orribile, certo, ma dell’accento nulla frega a chi l’ascolta, mica è lì per duettare con Kevin Spacey)(che poi Renzi in cuor suo voglia duettare con Kevin Spacey, con Kevin Spacey come spalla, ovviamente, è un altro discorso), sarebbero pienamente condivisibili, dicevo, se non venissero da gente che, messa in un McDonald’s, per ordinare indica l’immagine e, se particolarmente vispa, biascica il numero corrispondente. E sto parlando del Mc Donald’s di Roma Termini, mica di quello di King’s Cross. Italiani, popolo di santi, navigatori, allenatori della Nazionale e maestri di dizione british. Sarà certamente una sfortunata coincidenza che accendendo la televisione o camminando per strada si senta un tripudio di consonanti a casaccio (per tacere della grammatica), accenti buttati alla rinfusa e stupri della dizione in genere. In italiano, ovviamente. Ma metteteli a parlare di Falkland e bondage con la regina Elisabetta, questi stessi individui, e non sapreste dire chi dei due è il madrelingua, potete giurarci.

Da cervello in fuga (faccio il magnaccia a Rovereto), mi sento poi particolarmente solidale con Renzi perché so bene come il cammino dell’italiano all’estero sia inevitabilmente tappezzato di luoghi comuni. Uno cerca invano di affrancarsi, di darsi un tono da uomo di mondo, da persona dalle molteplici (tre) sfaccettature, ma alla fine si ricade sempre sui cliché più triti. Ah, italiano? Italia, piastrelle di Sassuolo! Italia, Dora Baltea! Italia, dottor Balanzone! E tu lì che cerchi di spiegare che no, c’è un’Italia meno nota ma comunque bella, degna di rispetto, l’Italia della pizza, per fare un esempio (“it’s like bread, but with cheese and tomato… Come 0n, pizza! It’s famous in Italy, trust me!”), del mare (o “sea”), delle macchine veloci e delle belle donne. Ma niente, uno sguardo un po’ perplesso e poi di nuovo a chiedere consigli su con quale sugo si accompagnano meglio i pizzoccheri. E allora ancor più bravo Renzi a non perdere mai la calma e a continuare eroicamente la sua battaglia contro gli stereotipi, per un’Italia di nuovo protagonista nel mondo.

E visto che si parlava di Italia protagonista nel mondo, sarebbe stato ora lecito, se non opportuno, evitare di parlare delle Sentinelle in piedi, visto che fortunatamente già a Chiasso non se le caga nessuno. E per dirla tutta anche in Italia, visto che domenica, nelle “cento piazze” (che eran poi 68, ma quando si combatte per la Verità non si può star lì a guardare tutti i dettagli) si sono presentati in tutto in diecimila, non proprio cifre roboanti. L’unica cosa che poteva renderli popolari era trovare qualcuno così pirla da usare loro violenza. E così è stata: le Sentinelle in piedi non sono state picchiate abbastanza da piccole. Ringraziamo per questo (tra gli altri) gli anarchici di Rovereto, categoria folcloristica che non delude mai quando si tratta di dare alibi a operazioni discutibili. Comunque sia, vorrei evitare di dedicare troppo spazio a questa patetica cialtronata omofobica, ammantata di un vittimismo così ridicolo (“Ci vogliono impedire di dire cazzate!”) che giusto Adinolfi, quello che si crede anticonformista perché tifa Juve, poteva diventarne portabandiera. Mi limito a rimarcare, a futura memoria, che le Sentinelle in piedi sono l’esempio perfetto di come la ridicola equazione “leggere un libro = cultura”, anche nella sua variante pedagogica “Un libro qualsiasi, purché si legga” abbia fatto sulle menti di pongo più danni della grandine (frase fatta orrida che avrei evitato, avessi letto qualche libro in più. O fossi andato a letto con mia cugina, non so, devo chiedere alle Sentinelle).

Saluti

DeadNature

Vincere a burraco contro l’Islam moderato

Posted in Notizie e politica on 25/05/2014 by DeadNature

Buongiorno a tutti. In un momento così delicato per le sorti della Nazione (cioè un giorno qualunque da oggi a quando tutti voi passerete a miglior vita) (giovedì) è più che mai importante che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Da parte sua, il tenutario di questo blog vi metterà a parte di un suo oscuro segreto. Per farlo passerà anche alla prima persona, ché ‘sta cosa della terza persona è già diventata ridicola in tre righe. Dunque, dicevo, l’oscuro segreto.

Non ho Facebook.

Lo so, lo so cosa state pensando.

“E come fai a masturbarti?”

Oh mio dolce, sciocco pubblico (semi-cit.), è molto semplice: mi faccio spedire a casa da tutte le mie amiche loro foto in cui ammiccano seminude, avendo poi cura di apporvi il mio like, non so se mi spiego, ahahah! No, scusate, mi sono lasciato trascinare dall’emozione. Noi giovani siamo così. E comunque nella frase precedente la locuzione “tutte le” andrebbe sostituita con “entrambe” e “mie amiche” con “anziane non autosufficienti che ho sedotto con la scusa dell’assistenza domiciliare”. Ma forse sto usando troppi dettagli, annoiandovi. Per farmi perdonare, ecco a voi una rubrica di vera utilità sociale, da leggere prima di fare il proprio dovere di cittadini. No, non apporre like sulle foto delle vostre amiche di Facebook, intendo votare. Ecco dunque…

“Non le mando certo a dire”: la rubrica in cui DeadNature passa all’impietoso setaccio di una satira senza padroni i vari schieramenti politici che si contendono un posto al parlamento europeo. Una rubrica offertavi da Eataly.

  • Partito Democratico: fare dell’ironia sul PD in questo preciso momento storico è quanto mai inopportuno. Questo almeno è quanto sosteneva Flavio Zanonato mentre gli lucidavo le scarpe. No, sto scherzando, stavamo avendo del petting spinto.  Il vero motivo per cui non riverserò la mia arguzia sul PD è però un altro: non voglio che Renzi mi dedichi un tweet risentito. Ci rimarrei davvero male, sarei triste tutto il giorno e mi sono ripromesso di non eccedere di nuovo con il gelato e le benzodiazepine. Un motivo per votare PD: il PD è come la Standa: ci trovi dentro di tutto, qualcosa che ti piace di sicuro c’è, anche se probabilmente non della tua misura e l’etichetta ti farà prurito. Inoltre, se vince, forse finalmente Renzi la pianta con ‘sti 80 Euro. Che sono una cosa buona, eh, ma non è che Mussolini ogni tre minuti ti ricordava di aver bonificato l’Agro Pontino. Un motivo per non votare PD: non ha bonificato l’Agro Pontino.
  • Movimento 5 Stelle: il Movimento 5 Stelle è formato e votato da minus habens che si fanno abbindolare da quattro frasette di un leader carismatico di dubbia morale. Questo almeno è ciò che noi gente di sinistra di un certo livello ci ripetiamo da diversi anni, mostrando quel polso per il paese reale e quella capacità di fare presa sulla gente che già hanno caratterizzato i precedenti vent’anni di berlusconismo. E voi continuerete a ripeterlo anche quando le brigate Casaleggio verranno a stuprare voi e i vostri cari, al grido di “Un orifizio vale uno”; io nel frattempo mi sarò riciclato come intellettuale organico e berrò vino bianco biodinamico con Andrea Scanzi, beandomi del suono delle nostre voci. Un motivo per votare M5S: se vince, potrete finalmente andare in Comune e fare una copia 3D di vostra cugina, realizzando tutte le vostre più morbose fantasie. Un motivo per non votare M5S: la matita copiativa ha un pessimo sapore.
  • Forza Italia: a Forza Italia va riconosciuto un importante merito, quello di consentire a tutti i lettori di Repubblica di poter ripetere la sempre gratificante frase “Non è possibile, dopo tutto quello che è successo Berlusconi è ancora al 20%”. Berlusconi sarà ancora al 20% e ci potremo fare su ancora qualche battuta, grazie a Dio. Un motivo per votare Forza Italia: tenere Alessandro Cecchi Paone lontano dal Paese per quanto più tempo possibile. Un motivo per non votare Forza Italia: seppure si tratti di un gesto dall’indubbio sapore vintage, nessuno vi ridarà egualmente la vostra gioventù.
  • Nuovo CentroDestra di Angelino Alfano: quasi più un circolo filosofico che non un partito politico, il NCD si proietta con forza nel futuro, come dimostra lo scudo crociato che fa bella mostra di sè accanto all’accattivante quadrato blu simbolo del nuovo partito. Il carisma del leader è già materia di studi universitari e tesi di Dottorato (“Sta salutando me o fa gesti a caso? La mimica ieratica del leader Alfano”) ed è pertanto inutile spenderci altro tempo in questa sede. Un motivo per votare NCD: mandare in Europa quel pugno di ciellini rimasti senza un pezzetto di Expo. Un motivo per non votare NCD: Formigoni prende in giro Brunetta per l’altezza, come un Mario Monti qualsiasi.
  • Lega Nord: il partito di Matteo, il giovane leader che parla per slogan. Ok, così non è chiaro: il partito che un tempo era di Bossi, ve lo ricordate Bossi? A Salvini va dato merito di battersi per riunire sotto un solo tetto i peggiori cascami razzisti e anti-europeisti, ma la concorrenza in tal senso è spietata. Basteranno le felpe con i nomi di luoghi per convicere l’elettorato leghista? Lo scopriremo solo vivendo, possibilmente non nello stesso condominio di Salvini. Un motivo per votare Lega: affermare il proprio senso di appartenenza a entità geografiche mai esistite, nonché il proprio diritto ad evadere il fisco. Un motivo per non votare Lega: quasi certamente non la voteranno nemmeno gli independentisti veneti, che non saranno lucidissimi ma almeno sono simpatici, perché mai dovreste votarla voi?
  • Lista Tsipras: la bella figura di Alexis Tsipras poteva rappresentare un’ottima occasione per riunire le varie anime della sinistra italiana e ridare loro rappresentanza politica. Per scongiurare questo rischio, si sono mossi come un sol uomo le migliori menti di più generazioni: da scrittrici intellettuali donne e quindi brave come Lipperini, Parrella e Zanardo a ex No Global come Luca Casarini, le cui battaglie contro le ingiustizie hanno prodotto il risultato che tutti voi sapete chi è Casarini, per finire con Curzio Maltese, che si è candidato “per dare visibilità alla lista”, mostrando così una considerazione di sè forse lievemente sovrastimata. Grazie a costoro, e a molti altri (tipo quella che ha mostrato il culo, ma poi si è arrabbiata perché tutti parlavano del suo culo)(molto bello tra parentesi, complimenti sinceri), la Lista Tsipras è riuscita nuovamente ad accreditarsi come un baraccone circense di personaggi in cerca di visibilità e quantomai lontani da una parvenza di contatto con la realtà. Missione compiuta, scampato pericolo, si torni tutti a Capalbio a lamentarsi di quant’è volgare quest’Italia grillina. Un motivo per votare Lista Tsipras: dopo tutta la fatica fatta per imparare a scrivere giusto Tsipras tanto vale approfittarne. Un motivo per non votare Lista Tsipras: le barzellette ebraiche di Moni Ovadia hanno leggermente sfrantumato i cosiddetti.
  • Fratelli d’Italia: vabbè dai, siamo seri. La lista è sostenuta da Io amo l’Italia di Magdi Allam, et hoc satis (scrivo in latino per fare piacere ai catto-reazionari elettori di Allam, tutti e tre).

 

Bene, il quadro mi pare completo. Buon voto e divertitevi, finché potete.

Ciao e altre amenità

DeadNature

Ci sono Toni Servillo, Giorgio Napolitano e Pulcinella in una pizzeria

Posted in Notizie e politica, Sana indignazione with tags , , on 22/02/2014 by DeadNature

Dedicare tempo a scrivere qualcosa su quest’avvicentissima polemica è una cosa malinconica, insensata e da depravati mentali, pertanto mi ci dedico con piacere.

Che cosa ci insegnano gli insulti alla Gialappa’s Band da parte di alcuni napoletani su Twitter e Facebook, a parte che esiste ancora la Gialappa’s Band? Tre cose.

La prima è che è ben triste la parabola di un trio satirico che ha fatto dell’irriverenza la sua bandiera (scusate se parlo come un articolo di Repubblica, è molto tardi) e che si riduce a elaborare inutili excusatio, quando l’unica cosa giusta da fare era solo perculare ulteriormente chi se l’è presa, o alternativamente fregarsene allegramente. Certo non mettersi a spiegare battute ovvie, per di più con una punteggiatura dadaista.

La seconda è che se sei un trio satirico irriverente, sì, ma anche di una certa età, forse dovresti evitare di fare troppo il giovane citando Twitter e Facebook ogni due per tre, ricordando ogni mezz’ora che la tua pagina “ha 400.000 mi piace” (ohh!), perché poi va a finire che Twitter e Facebook ti si rivoltano contro, e tu ci resti pure male, e passi due ore a spiegare l’ovvio, e insomma, vedi sopra.

La terza e più importante, infine, è che nel 2014 esistono ancora persone (se ne trova un’ampia selezione nei due link precedentemente riportati, se come me non avete niente di meglio da fare) totalmente prive di quella cosa che gente più brava di me chiamerebbe senso del tono. Persone talmente analfabete da non capire l’ovvio fatto che “chi se ne fotte della Terra dei Fuochi”, in quel contesto, vuol dire esattamente il contrario. Persone che alla fine ti fanno pensare: cazzo, gran teste questi napoletani.

E ora scusate, devo chiamare Toni Servillo per fargli i complimenti per l’Oscar (è già vinto Toni, ma comunque tanti auguri!).