Archive for the Fieri di essere italiani Category

Mamma, guarda quanto sono irriverente

Posted in Fieri di essere italiani, Notizie e politica on 11/04/2015 by DeadNature

Questo è l’editoriale che non leggerete domattina sul Foglio (non perché siete persone normali e quindi il Foglio non ve lo filate, ma perché me lo sono inventato io).

 

Cari lettori, tutti e tre,

come forse saprete la nostra ragione di vita è sempre stata prendere una posizione graziosamente anticonformista su qualunque tema dello scibile umano. Questo fa di noi un giornale talmente prevedibile da essere di fatto la parodia di se stesso, ma continua a dare a noi che scriviamo (e soprattutto a voi che leggete) quel brivido di piacere da “Io sì che la so lunga” senza il quale le nostre esistenze sarebbero quanto di più malinconico sia possibile immaginare, un eterno svegliarsi al mattino e trovare nell’altra metà del letto Anselma Dell’Olio.

Certo, rimaniamo pur sempre italiani, per cui irriverenti sì, irriverentissimi, ma la volta che la spariamo un po’ troppo grossa e la gente si incazza, lì subito ci ritraiamo impauriti, facciamo le vittime. Insomma si faceva per scherzare, ma possibile siate tutti così permalosi? E comunque anche se non dicevamo sul serio in un certo senso avevamo ragione noi, e poi delle foibe, com’è che nessuno parla? E poi non eravamo tutti Charlie, tana libera minchiate? Insomma un po’ di teatrino pietoso (alla Cruciani, non a caso citato nella nostra tirata), dopo tre giorni è tutto dimenticato, e via che si ricomincia.

Tutto questo premesso, pare che ieri, sospinti dal nostro irrefrenabile anticonformismo, abbiamo pubblicato una lettera di un no-global pentito che non era arrivata in redazione esattamente la mattina stessa. Ok,  per l’esattezza era un post di un blog di quattro anni fa. Ma capirete anche voi che era il giorno dopo la scoperta dell’acqua calda, cos’altro potevamo fare? Proporre De Gennaro senatore a vita? Pagare una medium per chiedere un parere a Cossiga? Tutta roba banale, ne converrete. Certo, avevamo scritto un editorialino nel nostro solito stile, le solite venti righe di cazzocentrismo, mescolando cose vagamente attinenti tra loro al solito scopo di convincervi che noi certamente siamo stronzi, ma non è che poi gli altri (chiunque essi siano) siano poi ‘sto granché, suvvia. Ma era una cosa un po’ di maniera, fiacca, “la polizia ha pestato gente che non centrava niente, però in fondo centrava”, voi ve lo siete bevuto e avete annuito con convinzione, ma noi sapevamo di poter dare di più. Allora ci siamo messi a googlare “G8 Genova no global cattivi”. E abbiamo trovato venti pagine di nostri articoli. Ma arrivati a pagina 21, ecco premiata la nostra perseveranza: un blog di un no-global pentito. Rapida lettura, grande apprezzamento, immediata pubblicazione, onore salvo. Perché parliamoci chiaro, quella lettera è così perfettamente nel nostro stile che non avremmo saputo fare di meglio neanche scrivendocela da soli.

Mucchi selvaggi di nemici generici, in modo da appiattire ogni differenza, anche le più ovvie, e ridurre tutto a un comune denominatore parodistico (“Cobas, no global, pacifisti, black block, papa boys, preti in borghese, missionari, boys scout, antagonisti, centrosocialisti, veterocomunisti, e insomma all’incirca le stesse persone dall’indole bonacciona che potresti incontrare alla marcia di Assisi o al raduno sindacale di Piazza Maggiore”, notate l’eleganza di buttare lì i black bloc, scritti pure sbagliati, in mezzo ai pacifisti e ai papa boys, che colpo di classe)(e anche l’uso dell’-ismo dispregiativo, adesso noi lo si sta rilanciando con omosessualismo, ma questo qui era un precursore).

Pasolinismi da quattro soldi (manifestanti e forze dell’ordine “Fratelli contro fratelli, come nella foto storica di Tano d’Amico”).

Ribaltamento dei ruoli (“L’amico che mi sedeva di fianco sul pullman è stato arrestato e detenuto una settimana nel carcere di Bolzaneto, subendo alcune percosse successivamente denunciate, esasperate, e portate all’attenzione dei media”. Insomma, va bene, ti hanno picchiato in carcere, ma lo devi andare a dire a tutti? Un po’ di amor proprio, no?).

L’uno che pretende di parlare per tutti, stile retorico anche noto come costanzamirianismo (“Io sono contenta di stare a casa mentre mio marito lavora, quindi per tutte le donne è così. Lascia stare che poi faccio duecento incontri all-anno in giro per l’Italia, e a ‘sti quattro nani rompiballe ci pensa la filippina”).

E poi il colpo di genio: “Eravamo a Genova senza un vero scopo […] aizzati dai media antagonisti, dalla trasmissione di Fabio Volo su MTV”. Ebbene sì, da tutta Europa vennero a Genova su un cargo battente bandiera FabioVolana. Questo è puro trademark Il Foglio: la stronzata così fuori-scala che il lettore non la percepisce come tale, ma anzi l’apprezza come grande verità controcorrente.

Insomma, è andata così. Oh, ma sapete che Saviano fa tanto il comunista ma poi gira con la Mercedes?

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Di come l’ebola ricevette il Tapiro d’oro

Posted in Fieri di essere italiani, Notizie e politica, Sana indignazione with tags , , , , on 09/10/2014 by DeadNature

Salve! Come state? Vi state godendo questo piacevole ottobre dal sapore quasi estivo, che quasi vi rende felici di non avere un tetto sopra alla testa? Mi auguro di sì. Nel mentre che la vecchia in fila davanti a voi si distrae e potete finalmente fregarle il portafoglio, eccomi qui a dilettarvi un po’. Intervengo a mente fredda (un modo elegante per dire che prima non avevo voglia, e comunque i post di questo blog sono classici senza tempo già appena pubblicati) sul recente evento foriero di ilarità per il web tutto. No, non il cane con l’ebola: Renzi che parla inglese.

Ahahah, hai sentito Renzi qua, sembra che dica culo in inglese, ahahahah, che tristezza, ma come siamo ridotti? Dai, facciamo un video spiritoso tipo “Renzi dice culo per dieci minuti”, sicuro diventa virale, e poi botta di visualizzazioni, intervista su Vice-Italia e retweet di Andrea Scanzi!

Queste critiche sarebbero pienamente condivisibili (no, in realtà no: Renzi era comprensibilissimo, con accento orribile, certo, ma dell’accento nulla frega a chi l’ascolta, mica è lì per duettare con Kevin Spacey)(che poi Renzi in cuor suo voglia duettare con Kevin Spacey, con Kevin Spacey come spalla, ovviamente, è un altro discorso), sarebbero pienamente condivisibili, dicevo, se non venissero da gente che, messa in un McDonald’s, per ordinare indica l’immagine e, se particolarmente vispa, biascica il numero corrispondente. E sto parlando del Mc Donald’s di Roma Termini, mica di quello di King’s Cross. Italiani, popolo di santi, navigatori, allenatori della Nazionale e maestri di dizione british. Sarà certamente una sfortunata coincidenza che accendendo la televisione o camminando per strada si senta un tripudio di consonanti a casaccio (per tacere della grammatica), accenti buttati alla rinfusa e stupri della dizione in genere. In italiano, ovviamente. Ma metteteli a parlare di Falkland e bondage con la regina Elisabetta, questi stessi individui, e non sapreste dire chi dei due è il madrelingua, potete giurarci.

Da cervello in fuga (faccio il magnaccia a Rovereto), mi sento poi particolarmente solidale con Renzi perché so bene come il cammino dell’italiano all’estero sia inevitabilmente tappezzato di luoghi comuni. Uno cerca invano di affrancarsi, di darsi un tono da uomo di mondo, da persona dalle molteplici (tre) sfaccettature, ma alla fine si ricade sempre sui cliché più triti. Ah, italiano? Italia, piastrelle di Sassuolo! Italia, Dora Baltea! Italia, dottor Balanzone! E tu lì che cerchi di spiegare che no, c’è un’Italia meno nota ma comunque bella, degna di rispetto, l’Italia della pizza, per fare un esempio (“it’s like bread, but with cheese and tomato… Come 0n, pizza! It’s famous in Italy, trust me!”), del mare (o “sea”), delle macchine veloci e delle belle donne. Ma niente, uno sguardo un po’ perplesso e poi di nuovo a chiedere consigli su con quale sugo si accompagnano meglio i pizzoccheri. E allora ancor più bravo Renzi a non perdere mai la calma e a continuare eroicamente la sua battaglia contro gli stereotipi, per un’Italia di nuovo protagonista nel mondo.

E visto che si parlava di Italia protagonista nel mondo, sarebbe stato ora lecito, se non opportuno, evitare di parlare delle Sentinelle in piedi, visto che fortunatamente già a Chiasso non se le caga nessuno. E per dirla tutta anche in Italia, visto che domenica, nelle “cento piazze” (che eran poi 68, ma quando si combatte per la Verità non si può star lì a guardare tutti i dettagli) si sono presentati in tutto in diecimila, non proprio cifre roboanti. L’unica cosa che poteva renderli popolari era trovare qualcuno così pirla da usare loro violenza. E così è stata: le Sentinelle in piedi non sono state picchiate abbastanza da piccole. Ringraziamo per questo (tra gli altri) gli anarchici di Rovereto, categoria folcloristica che non delude mai quando si tratta di dare alibi a operazioni discutibili. Comunque sia, vorrei evitare di dedicare troppo spazio a questa patetica cialtronata omofobica, ammantata di un vittimismo così ridicolo (“Ci vogliono impedire di dire cazzate!”) che giusto Adinolfi, quello che si crede anticonformista perché tifa Juve, poteva diventarne portabandiera. Mi limito a rimarcare, a futura memoria, che le Sentinelle in piedi sono l’esempio perfetto di come la ridicola equazione “leggere un libro = cultura”, anche nella sua variante pedagogica “Un libro qualsiasi, purché si legga” abbia fatto sulle menti di pongo più danni della grandine (frase fatta orrida che avrei evitato, avessi letto qualche libro in più. O fossi andato a letto con mia cugina, non so, devo chiedere alle Sentinelle).

Saluti

DeadNature

Vendere la pelle dell’orso su Ebay

Posted in Born to be Trentino, Fieri di essere italiani with tags , , on 11/09/2014 by DeadNature

Dopo il brillante successo di immagine ottenuto con la sapiente gestione del caso Daniza (ricapitolando: tentativo di disinteressarsi alla questione, pretesa di gestire da soli la questione, ondata di hashtag indignati, scontri tra forze dell’ordine e manifestanti a Pinzolo – e manco per colpa delle scelte tattiche di Mazzarri, lungo inseguimento all’orsa nel crescente disinteresse generale,  cattura maldestra e uccisione dell’orsa quando ormai nessuno se ne ricordava più, nuovi hashtag indignati), molti (nessuno) si chiedono: e ora cosa accadrà? L’autore di questo blog, ghostwriter di Ugo Rossi e curatore dell’immagine dell’ISIS (la seconda professione è quella spendibile in società) vi anticipa le prossime trovate acchiappa-consenso della Provincia Autonoma di Trento (sempre sia lodata) (troppe parentesi, ah?).

 

  1. Nel tentativo di realizzare il Mount Rushmore italiano, gli addetti alla Creazione Cose di Buon Gusto della Provincia di Trento  scolpiranno sulle Dolomiti i profili di Giovanni Paolo II, Papa Ratzinger, Papa Francesco e il Vescovo Bressan; nella circostanza, sfortunatamente, le celebri vette verranno completamente distrutte. Di fronte alle prevedibili critiche, ci si profonderà in rassicurazioni sul fatto che comunque almeno il Bondone è ancora lì bello saldo al suo posto.
  2. Lo stesso Vescovo Bressan pubblicherà una conciliante enciclica (lascia stare che i vescovi non pubblicano encicliche, Bressan sì) dal titolo:”Orsi e sodomiti, c’è posto anche per loro nel regno dei cieli, seppur come arredamento”.
  3. A ridosso delle festività natalizie, nell’ambito della manifestazione “Orfani come i cuccioli di Daniza”, la Provincia inviterà a Trento bimbi e bimbe orfani (o figli di obesi, che poi è uguale) da tutta Italia. Dolci, spettacoli di magia e alla fine, a sorpresa, niente meno che Babbo Natale in persona. Ugo Rossi lo introdurrà così:”Eh bambini, avete visto che bello? C’è Babbo Natale! Cioè, ovviamente è un figurante… Magari esistesse davvero, Babbo Natale!”.
  4. In seguito a una discussione sull’immortalità dell’anima scaldatasi un po’ troppo, gli Schuetzen faranno a botte con gli ultras dell’Hellas Verona, e non si tratterà di un film con De Sica. Ah no, aspetta, questa cosa l’abbiamo già organizzata.
  5. L’Adige diventerà quotidiano nazionale. Questo in realtà per dispetto, a un certo punto tutte ‘ste critiche son fastidiose.
  6. Il MUSE allestirà una mostra a tema astrofisico dall’accattivante titolo:”Stelle, le vedi ma probabilmente sono già morte. Galassie, le vedi ma in pratica ora come ora saranno un cimitero di stelle. E a proposito, come sta tua nonna? Ah è vero, scusa”. In omaggio per ogni visitatore un granello di sabbia, per rendere ciascuno consapevole di quanto inutile sia la nostra stessa esistenza.
  7. Ogni italiano riceverà in dono una confezione di canederli. Al ragù di orso.

 

Cordialità

DeadNature

Il giorno (ma famo anche meno, va’) di dolore che uno ha.

Posted in Fieri di essere italiani with tags , on 04/05/2014 by DeadNature
"Dici che lo colgono il velato paragone paraculo con me stessa e noi altri martiri del libero pensiero? Massì, dài."

“Dici che lo colgono il velato paragone paraculo con me stessa e noi altri martiri del libero pensiero? Massì, dài.”

 

Son passate ventuno ore da 'sta cosa dei siriani, fammi rialzare e scrivere qualcosa che ricordi al mio pubblico quanto son donna e quindi frivola e quindi tanto simpatica. Ah, e madre di quattro, ovviamente.

Son passate ventuno ore da ‘sta cosa dei siriani, fammi rialzare e scrivere qualcosa che ricordi al mio pubblico quanto son donna e quindi frivola e quindi tanto simpatica. Ah, e madre di quattro, ovviamente.

Nessuno è così fortunato da non incontrare mai l’amore della sua vita

Posted in Fieri di essere italiani, Notizie e politica with tags , on 20/06/2013 by DeadNature

Esame di Maturità 2013, tema di carattere generale.

Considerato che 4-3 nel 1970 voleva dire Italia-Germania e adesso vuol dire Italia-Giappone;

considerato che Italia-Germania 4-3 era la semifinale del Mondiale e Italia-Giappone 4-3 è stata una partita del girone eliminatorio della Confederations Cup;

ma soprattutto considerato che in Italia-Germania 4-3 il gol decisivo lo segnò Rivera, mentre in Italia-Giappone Giovinco;

provi il candidato, restando serio, a convincere la commissione che la sua non è una generazione di merda.

Dillo con parole tue

Posted in Fieri di essere italiani with tags on 24/09/2011 by DeadNature

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.

Ok, la cosa del tunnel ormai l’avete letta tutti. Un tunnel lungo settecento chilometri, ahahah, che stupida la Gelmini. Ma soffermatevi un attimo sulla frase precedente.

Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Leggetela una, due, dieci volte. Apprezzatene la piena, maestosa ignoranza. Una vittoria epocale. Frutto di ingegno italico, naturalmente. I nostri neutrini hanno superato la velocità della luce. L’hanno fatto grazie ai nostri soldi. Siamo noi che abbiamo soffiato più forte di tutti.

Una vittoria epocale. Il superamento della velocità della luce.

Nessuno ha criticato questa, mi scusino le signore, cazzata. Sarà forse perché siamo il popolo di Voyager? Vorrei rispondervi, ma un Chupacabras mi sta stuprando.

P.S: No, ma anche il titolo.

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

La Gelmini ci dice che la scoperta del Cern è un avvenimento di fondamentale importanza. Ce lo dice la Gelmini, perché da soli non ci saremmo mai arrivati.

“Mariastella, ma perché è di fondamentale importanza?”

“… Esatto, fondamentale.”

P.P.S: Poi c’è la smentita, che fa strame di qualsiasi pudore e buon senso e logica. Niente di nuovo. Cercatevela.

Caso Ruby, il PdL fa quadrato. Ma per Berlusconi c’è un lato di troppo

Posted in Fieri di essere italiani with tags on 26/01/2011 by DeadNature

Beh, eccomi in questo nuovo, affascinante blog. Prima o poi (mai) lo personalizzerò un po’.

Passando alle cose serie, io mi ero ripromesso di non parlare del caso Ruby, ma questa devo proprio dirvela (plurale maiestatis): ieri su Canale5 c’era “Scusa ma ti chiamo amore”, sottotitolo “Direste che è minorenne?”. Ah, che adorabile coincidenza…
Tenendo da parte le faziosità bolsceviche, ecco alcune cose che ho imparato dalla visione dell’affascinante film.

  1. La figa è la figa (cit.).
  2. Moccia filma come monta (non equivocate)(benché…) come scrive: malissimo.
  3. Riprendere sedicenni che si fanno la doccia è simpaticamente malizioso. E poi quei piccoli seni hanno un aspetto così intrigante…
  4. Non è il quarantenne ad essere pervertito: è la ragazza che ha il diritto di vivere il suo grande sogno d’amore.
  5. Tamponando uno a venti all’ora si va in coma. Ma si rimane adolescenti molto appetibili.
  6. Rubare auto per giocarci agli autoscontri è “rifiutare il sistema”.
  7. I centri sociali sono delle cantine con luci fluorescenti e gente che si droga. Ah, e qualche negro.
  8. La cosa più importante, se sei una donna, è darla immediatamente. Sennò poi te ne penti, e chi ti ridarà le tue scopate da tredicenne? Nessuno, cara mia.
  9. Cercando “amore” su Google vengono fuori tante belle frasi che se poi le metti nel film (con ardite dissolvenze) fa colto.
  10. Vedere attori dignitosi abbassarsi a dire idiozie in nome del Dio Denaro è ripagato solo dalle loro facce depresse, in cui è stampata l’espressione affranta di chi vede la propria dignità stuprata da Federico Moccia con un dildo a forma di lucchetto.

Beh, per oggi basta così. Vado a chiedere al Cardinal Bagnasco cosa pensa dell’uso smodato della pancetta in certe amatriciane. A seconda della risposta, gli bacerò la pantofola o lo manderò affanculo. Ah no, scusate, non scrivo ancora per “Repubblica”.

Cordialmente (cit. dalle alte sfere)
DeadNature