Archivio per febbraio, 2014

Ci sono Toni Servillo, Giorgio Napolitano e Pulcinella in una pizzeria

Posted in Notizie e politica, Sana indignazione with tags , , on 22/02/2014 by DeadNature

Dedicare tempo a scrivere qualcosa su quest’avvicentissima polemica è una cosa malinconica, insensata e da depravati mentali, pertanto mi ci dedico con piacere.

Che cosa ci insegnano gli insulti alla Gialappa’s Band da parte di alcuni napoletani su Twitter e Facebook, a parte che esiste ancora la Gialappa’s Band? Tre cose.

La prima è che è ben triste la parabola di un trio satirico che ha fatto dell’irriverenza la sua bandiera (scusate se parlo come un articolo di Repubblica, è molto tardi) e che si riduce a elaborare inutili excusatio, quando l’unica cosa giusta da fare era solo perculare ulteriormente chi se l’è presa, o alternativamente fregarsene allegramente. Certo non mettersi a spiegare battute ovvie, per di più con una punteggiatura dadaista.

La seconda è che se sei un trio satirico irriverente, sì, ma anche di una certa età, forse dovresti evitare di fare troppo il giovane citando Twitter e Facebook ogni due per tre, ricordando ogni mezz’ora che la tua pagina “ha 400.000 mi piace” (ohh!), perché poi va a finire che Twitter e Facebook ti si rivoltano contro, e tu ci resti pure male, e passi due ore a spiegare l’ovvio, e insomma, vedi sopra.

La terza e più importante, infine, è che nel 2014 esistono ancora persone (se ne trova un’ampia selezione nei due link precedentemente riportati, se come me non avete niente di meglio da fare) totalmente prive di quella cosa che gente più brava di me chiamerebbe senso del tono. Persone talmente analfabete da non capire l’ovvio fatto che “chi se ne fotte della Terra dei Fuochi”, in quel contesto, vuol dire esattamente il contrario. Persone che alla fine ti fanno pensare: cazzo, gran teste questi napoletani.

E ora scusate, devo chiamare Toni Servillo per fargli i complimenti per l’Oscar (è già vinto Toni, ma comunque tanti auguri!).

Tanto di cappellino

Posted in Narrativa spicciola, Notizie e politica with tags , , on 16/02/2014 by DeadNature
La vita non è che un'ombra che cammina.

Papà, puoi stringere un po’ meno forte? Papà, mi stai facendo male! Papà? Papà? AAAH!

Vi era dunque in quel luogo lontano un re. Egli, essendo molto vecchio, decise di predisporsi alla sua dipartita. Fece dunque chiamare le sue tre figlie per metterle alla prova e decidere chi di esse avrebbe dovuto ereditare il suo regno. Giunte da lui le tre ragazze, chiamò a sè la primogenita e chiese: ” Mia adorata primogenita, quanto bene mi vuoi?” La figlia, con entusiasmo e calore, rispose:”Padre mio, per me sei prezioso come l’oro e l’argento!” Il re fu molto felice di questa risposta e decise di mettere a disposizione della ragazza un terzo del suo regno. Chiamo poi la figlia di mezzo e pose il medesimo interrogativo. Così rispose la giovane:” Padre mio adorato, per me sei prezioso come le gemme e i diamanti!” Anche di questa risposta il padre fu soddisfatto, così anche la secondogentia ebbe in dono un terzo del regno. Il vecchio e misericordioso re, infine, interpellò la figlia più piccola:”Figlia mia, ultimo meraviglioso frutto dei miei lombi, quanto mi ami tu?” La ragazza guardò il padre con gli occhi pieni di affetto, sorrise di un sorriso incommensurabilmente dolce ed infine rispose:” Padre mio, per me voi siete prezioso come il sale.”

Nella sala scese il gelo.

“Come il sale, ah?” disse l’anziano re.

“Sì padre, perché vedete, il sale…”

“Non ti ho chiesto un editoriale, figlia. Visto che mi ami come il sale, beh, anche tu avrai una ricompensa.”

Il re fece chiamare le sue guardie e fece scorticare viva la figlia più piccola. Quindi la fece chiudere viva in un barile colmo di sale, dove la ragazza agonizzò per ore tra atroci tormenti. Infine, fece indire un grande banchetto per celebrare degnamente il suo aver ristabilito la giustizia e il rispetto. Quando tutti erano seduti a tavola, al re venne servita la prima pietanza, una zuppa di verdure dall’aspetto meraviglioso. Il re ne portò alla bocca una cucchiaiata, ma subito s’accorse che qualcosa non andava. Fece chiamare il cuoco e l’interpellò:”Mio fedele cuoco, ho constatato che la zuppa è quanto mai insipida!”

“Purtroppo sì maestà. Tutto il nostro sale è stato usato per torturare vostra figlia.”

“Ah, già. Beh, tanto il medico mi aveva consigliato di passare all’iposodica. Pressione alta, sapete com’è.”

E riprese a mangiare di gusto.

 

(La foto non c’entra niente, ma si poteva lasciarla cadere nell’oblio?)