Archivio per ottobre, 2012

Ti vorrei bene, se questo comportasse ottenere più retweet

Posted in Riflessioni argute with tags on 22/10/2012 by DeadNature

“Viviamo in un mondo infernale: la crisi, il precariato se non direttamente la disoccupazione, il riscaldamento globale, il PD disgregato, il Bologna ha perso di nuovo, domani è lunedì mattina, l’altroieri in coda alle poste una ragazzina mi ha chiamato Signore, signore? cazzo, ho ventiquattro anni!, io allora per principio non mi sono voltato, solo che lei insisteva, insisteva, alla fine ho detto Dammi pure del tu, siamo praticamente coetanei, al che lei ha risposto Ok. Ti hanno fregato la bici. E io ho pensato che viviamo in un mondo infernale, come ti dicevo poc’anzi, un mondo dove per forza di cose uno che per indole è buono si ritrova a fare cose stupide, non perché sia stupido, no!, è solo che deve farle per tirare a sera e quindi uno, tipo me, parlando per assurdo, esce di casa con le migliori intenzioni, Oggi sarà un gran giorno, oggi spacco il mondo, il capo vedrà chi è il miglior raccoglitore di cartacce del quartiere, poi però il mondo si accanisce, capita che in queste grandi metropoli congestionate dal traffico, ti assicuro che Trento è una metropoli congestionata dal traffico, so che non si direbbe ma è così, in queste grandi metropoli, dicevo, scusa se divago, a volte mi succede di divagare, ho letto anche un sacco di racconti basati sullo stream of consciousness o quel che è in cui il protagonista fa dei monologhi esilaranti del tipo che dice Scusa se divago, ma poi divaga per tipo cinque-sei righe, fa abbastanza ridere ma non c’entra, dicevo, capita che nelle metropoli uno prende l’autobus sbagliato, che poi magari non è un autobus ma un calesse per l’annuale Convegno dei Mezzi di Trasporto Desueti, per dire, ma uno magari non è pratico e si vergogna a chiedere, ché poi fa la figura dell’uomo non di mondo. E va a finire che uno si perde, non sa come tornare a casa, si è fatto tardissimo e magari non è riuscito a fare quella piccola commissione che aveva promesso di fare, per colpa del fato avverso, d’un tratto si sente piccolissimo anche se ha ventiquattro anni, quasi venticinque, e pensa che da solo nel mondo non ce la può proprio fare e che in tempi di mare in burrasca c’è bisogno di uno scoglio di peluche, che ti sostenga e coccoli al contempo. Ti piace l’immagine dello scoglio di peluche? L’avevo proposta a quelli della Costa per rilanciare la loro immagine.”

“Vai al punto.”

“Ti amo. Tienimi con te, per favore.”