In un mondo cubico, non ci si annoierebbe

Ciao a tutti, come state? Mi auguro… Naa, non me ne frega nulla. Prima di iniziare, un po’ di satira sull’Italia nel mondo.

Gasparri:”I Muse criticano Berlusconi? Sono dei drogati.” Supermassive black ass-hole.

Lampedusa, si rovescia un barcone: centinaia di morti. Hanno preso Bossi troppo alla lettera.

Tornando alle cose serie, parliamo di quel simpaticissimo rito che è il pesce d’aprile. Come tutti voi sapete, il primo aprile è tradizione fare burle spassose e poi ridere, ridere a più non posso, dimenticando per un istante che il tristo mietitore alla fine passa per tutti. Non intendo chiedervi se avete fatto qualche burla particolarmente geniale: visto che siete miei lettori, avete i vostri limiti, ergo più di un pesce attaccato sulla schiena a vostra cugina mentre glielo stavate mettendo nel sedere* (non il pesce) (cioè, sì, ma no (cit.)) dubito abbiate potuto fare. Per venire incontro alle vostre esigenze, ecco dunque l’irresistibile classifica di geniali scherzi da fare il primo di aprile per risultare simpaticissimi a tutti e ridere, ma ridere così tanto che guarda, non ti immagini!

L’irresistibile classifica di geniali scherzi da fare il primo di aprile per risultare simpaticissimi a tutti e ridere, ma ridere così tanto che guarda, non ti immagini!

7) Prendere il tenero cucciolo di labrador di una vostra cara amica e verniciarlo tutto di rosa, dopodiché portarglielo urlando:”Guarda, è diventato un maiale! Satana è in lui, SATANA!” Mentre lei vi guarda allibita, tirarle addosso una secchiata di acqua benedetta, poi scoppiare a ridere fortissimo. Oltre ad essere uno scherzo esilarante, c’è anche vantaggio che potrete vedere i seni della vostra amica, giacché essa avrà la maglietta bagnata. Come si dice, due piccioni con una fava.

6) Dichiarare guerra a uno stato con cui si intrattenevano fino a poco prima rapporti di alleanza e amicizia, ma mantenendo una certa ambiguità, così da risultare inaffidabili sia coi vostri attuali alleati che con i vostri ex amici. Una burla di sicuro effetto, che il ministro Frattini sta portando avanti alla grande da più di un mese ormai.

5) Appostarsi presso una camera ardente e, cogliendo il momento propizio, depositare un cellulare in una bara aperta. Dopodiché, dandosi forti gomitate per trattenere il gran ridere, attendere il giorno del funerale e recarvicisi. Al momento più opportuno della cerimonia funebre (noi consigliamo l’omelia, ma sono gusti) prendere il proprio cellulare e comporre il numero del telefono lasciato nella bara. Quando questo comincerà a suonare, non appena la gente si rende conto che il suono proviene dalla bara, mettere in giro (con discrezione) la voce che capita a volte che qualcuno sembri solo morto, ma in realtà sia vivo. Poi, mentre tutti si affannano ad aprire la bara, uscire sghignazzando con garbo. Fa ridere perché in realtà il tipo è morto sul serio.

4)  Prendere una laurea in medicina (cosa che richiede un po’ di tempo, ma gli scherzi più belli sono quelli preparati a lungo), poi una specializzazione in chirurgia, poi diventare chirurgo di provincia, poi chirurgo di fama mondiale, vincere il Nobel per la medicina. Al momento del discorso del di ringraziamento, esordire con:”Grazie, vi ho tutti qui, nel cuore.” indicandosi un ginocchio. Restare impassibili.

3) Convincere una decina di madri che si è degli eccellenti giocolieri, farsi consegnare i rispettivi neonati e poi farli cadere fragorosamente a terra. Tanto i bambini non si fanno male e comunque alla storia della fontanella non ci ha mai creduto nessuno.

2) Andare al ballo debuttanti fingendosi ricchissimo, con un testamento in bianco in tasca e con una grave malattia, tale per cui se si riceve amore orale si muore in poche ore. Godersi la serata.

1) Dire a tutti: “Oh, ancora con ‘sta storia del pesce d’aprile? Ma che tristezza, ma cos’hai, sei anni?” poi, quando si voltano, scrivergli pirla sulla camicia.

Con affetto
DeadNature

*Questa cosa è piuttosto immorale, secondo taluni, ma io credo che sia nella libera scelta dell’individuo amare chi vuole e come vuole. Purché sia figa e abbia grossi seni. Ne parlavo ieri a cena con Umberto Eco e Renzo Bossi ed entrambi concordavano.
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