Archivio per marzo, 2011

Mestre come valida alternativa all’infibulazione

Posted in Riflessioni argute with tags on 23/03/2011 by DeadNature

Salve. Ah, quanto tempo è passato. Non che nel mondo sia successo granché, a parte un terremoto, una probabile crisi nucleare e la guerra in Libia. In più, mi si è strappata una pellicina (che può sembrare una cazzata, ma Natalie Portman ci ha vinto un Oscar). Quest’oggi non parleremo di Trentino e ciò assolutamente NON è legato a minacce di ritorsione da parte del direttore di tutti i direttori (Dellai non legge i blog, quindi da lui non temo niente. A parte forse l’offerta di una sigaretta post-coitale). Detto questo, vorrei tornare a parlare di amore, visto che il blog ad esso è dedicato e visto che a tutti piace l’amore.

Altre cose che piacciono a tutti (le metto qui per farvi una cultura): la pizza; il mare; l’impressionismo; le consonanti liquide; Tania Cagnotto. A cui ho dedicato una religione e una pagina facebook (la seconda è per dare un tono intellettuale all’operazione), entrambe chiamate “Che bisogno c’è dell’ossigeno quando vivo nella stessa regione di Tania Cagnotto?”.

Ma non divaghiamo, stavo parlando dell’amore. L’amore è una cosa bella in tutte le stagioni, fondamentalmente perché ami o sei e amato e quindi sei felice, ma la primavera, vuoi per le giornate che si allungano, vuoi perché le fighe finalmente si levano i cappotti e le fanno vedere, è certamente la stagione consacrata all’amore.

Altre stagioni consacrate all’amore: estate; inverno; autunno.

Vi piacciono questi incisi in corsivo? A me da morire. Si diceva comunque dell’amore: a tutti piace amare, tant’è che molti sono disposti a pagare, anche quantitativi di denaro ingenti, per poter amare ed essere amati a propria volta. Vi starete chiedendo (artifizio retorico: in realtà siete finiti in questo blog cercando foto di Serena Dandini nuda. Non ce ne sono Serena, piantala): “Dead, ma come puoi chiamare “amore” uno squallido atto di meretricio?” Oh, è estremamente facile: così.

Altri squallidi atti di meretricio: colpire una nazione alleata; dire che il sushi è più buono dei tortellini solo per portarsi a letto una ragazza asiatica (ah, l’antico fascino dell’imene a mandorla); sposare Azzurra Caltagirone (ho messo il link perché conosco i vostri limiti).

Beh, mi pare che l’argomento “amore” sia stato sufficientemente sviscerato. Passando a qualcos’altro, ecco una tenera favola per fare breccia nel cuore del pubblico femminile.

IL MAGO SCHIZOFRENICO

C’era una volta un mago di grande talento, ma schizofrenico. Una delle sue personalità sapeva fare solo magie buone, un’altra solo magie cattive. Una terza, infine, interveniva spesso nella discussione chiedendo con che criterio si potessero definire “buone” o “cattive” le magie dell’una e dell’altra. La personalità buona cercò di argomentare le sue posizioni, ma quella cattiva prese il sopravvento, stuprò le altre due con una copia di “Famiglia Cristiana” opportunamente arrotolata e con una magia tolse l’acqua in tutta l’Africa. Il che fu senza dubbio spiacevole, ma mai quanto la forte diarrea che colpì il mago qualche sera dopo. Non ne morì solo perché gli venne un infarto e schiattò. A parte questo, quella fu una buona giornata.

Altre idee per fare breccia nel cuore del pubblico femminile: mimare capi di stato esteri fino a che non indovinano (“Ben Alì? Sarkozy? Merkel? Dai cazzo, non lo so! Non voglio più giocare! Smettila! Smettila! SMETTILA!); far bombardare le loro case da Gheddafi e poi offrire ospitalità; farla finita qui.

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11. Guardarsi dentro e sentirsi ridicoli

Posted in Born to be Trentino with tags , on 08/03/2011 by DeadNature

Salve! Leggete anche voi “L’Adige”? Mi spiace, è un brutto male.
Riassunto delle puntate precedenti: sul finire del 2010 va in onda “Vieni via con me”, che essendo voi tutti intrisi di noiosissimo spirito progressista avete guardato con garrulo entusiasmo. Avendolo tutti voi eccetera eccetera, saprete che il leit-motiv di questo meraviglioso programma erano gli elenchi. Per darvi un’idea, ecco l’elenco di Abbado sulla cultura.

  1. La cultura arricchisce sempre.
  2. La cultura permette di superare tutti i limiti.
  3. Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi e’ contro il razzismo.
  4. La cultura, quindi anche la musica, e’ ascolto, che e’ la base del vivere civile e del pluralismo.
  5. La cultura rende anche economicamente.
  6. La cultura e’ contro la volgarita’ e permette di distinguere tra bene e male.
  7. La cultura permette di smascherare sempre i bugiardi.
  8. La cultura e’ lo strumento per giudicare chi ci governa.
  9. La cultura e’ liberta’ di espressione e di parola.
  10. (omissis: mi stavo addormentando. Gran finale con) La cultura e’ come la vita, e la vita e’ bella!”.

Bello, eh? Mancavano la 11 (L’acqua bolle a 100 gradi) e la 12 (L’amore non è bello se non è litigarello), ma Abbado è svenuto per il troppo sforzo.
Pensavo fosse difficile riuscire a superare in banalità e retorica spicciole “Vieni via con me” (l’esempio di un’Italia diversa: altrettanto deprimente e pure più noiosa), quand’ecco, sorprendente come un leghista sobrio, che “L’Adige” decide di proporre le proprie liste, sulle 10 cose per cui vale la pena vivere.
Ed è subito amore.
Vorrei, davvero vorrei, commentare ogni singola lista, esaminare negli anfratti più torbidi le banalità più malinconiche di redattori, collaboratori e altra umanità, ma sfortunatamente qua in galera non ho banda illimitata. Riserverò dunque i miei affettuosi (lo dico per evitare querele) strali a le liste più vip.
Pierangelo Giovanetti (direttore de “L’Adige”, anche se è un fatto universalmente noto e non serve neanche dirlo).
E…
Suspense…
Lorenzo Dellai.
(Chissà se adesso verrò anch’io seguito dalla Digos come i due cialtroni che hanno spaventato la Beltrami?)(Tra parentesi, secondo voi può essere pericoloso uno che per fare pubblicità al suo blogghettino tristissimo scrive commenti a caso sul sito de “L’Adige”? Ecco)

Cominciamo dal Direttorissimo più Trentinissimo che c’è.
1) Essere amato… e quindi amare (tre puntini adolescenziali a parte, trovo molto bello l’e quindi. Visto che mi amano, allora dai, faccio ‘sto sforzo)
2) Sapere che Dio ti vuole bene (… e quindi volergli bene)
3) Lo sguardo e il sorriso di Maria Grazia (oohh!)
4) La gioia di Francesca, Samuel e Chiara quando sto con loro (idem)
5) L’Adige (idem)
6) I lettori dell’Adige (BASTA! Cazzo, sembra un plagio del mio geniale elenco di Veltroni -Roma, La Roma, La Lazio...)
7) Vedere che quanto seminato con fatica da mio padre e da mia madre porta frutto (questo dovrebbero semmai dirlo loro, ma vabbé)
8 ) Godere le montagne della mia valle e l’incanto del creato (eh, come il Trentino non c’è nulla! Ve lo dice Giovanetti, che pur di andarsene ha fatto l’inviato per L’Avvenire…)
9) Cercare di rendere il mondo un po’ meglio di come lo si è lasciato la sera prima (a parte la profonda originalità, ‘sto punto è pure sintatticamente traballante, visto che si passa da una prima persona a una terza così, da un punto all’altro. Strano, visto quanto tempo Giovanetti avrà senz’altro dedicato a questo elenco)
10) Rendermi conto e gustare ogni giorno con entusiasmo della bellezza della vita (e dell’italiano? Costruzione di una bruttezza veramente rara. Però il concetto è bello, no?)

Ok, sin qui tutto molto bello. Passiamo ora a His Majesty Lorenzo.

1) La torta de patate (oh, un caratteristico cibo trentino! Chi l’avrebbe mai detto? Notare il de, che fa tanto uomo del popolo. Comunque la torta di patate è buona, quindi niente da eccepire)
2) Un coro alpino che canta “Signore delle Cime” al rifugio 12 Apostoli in Brenta (oh, un secondo riferimento al Trentino! E in più uno alla religione? Chi l’avrebbe mai detto?)
3) Vedere Gerusalemme al tramonto (prima di un frugale pasto con gli apostoli)
4) Lo slalom parallelo Gustav Thöni – Ingemar Stenmark del 1975 (vabbè, questa la lasciamo correre)
5) Le Beatitudini (Discorso della Montagna) Vangelo secondo Matteo (notare la finezza del doppio nome del famosissimo brano: Dellai sa che siete ignoranti e vi viene incontro)
6) Una canzone di De Andrè ascoltata in auto mentre guidi sotto la neve (ho una modesta proposta: facciamo un anno di moratoria internazionale su De Andrè? Che chi vuole se lo ascolta, è felice, eccetera. Ma non rompe le palle a noi. Notare comunque che anche qui Dellai è u(umlaut)ber alles: non semplicemente De Andrè, ma guidando sotto la neve. Non vi si sta già allargando il cuore?)
7) Vincere le elezioni senza raccontare palle agli elettori (che bisogno c’è di mentire, quando ci sono i contributi a pioggia? Ha mai detto palle Grisenti? Non mi pare)
8 ) Svegliare tua figlia (la più piccola) dopo averle preparato la colazione (“Figlia (più piccola), figlia (più piccola), vieni a vedere. So che ti sembrerà incredibile, ma tuo padre ti ha preparato la colazione. Non dirmi grazie, non occorre.”)
9) Fumare una sigaretta dopo aver fatto l’amore (soprattutto se hai smesso di fumare) (immagine di rara bellezza, seconda solo a Antonella Clerici che mangia un gattino vivo. O a uno stronzo sul cuscino. O ad Antonella Clerici sul cuscino, in effetti.)
10) Chiedere ad un passante un commento a proposito dell’ultimo polverone giornalistico e sentirti dire: ma di cosa stai parlando? (“Cose per cui vale la pena vivere? Lorenzo, ma che cazzo stai dicendo?“)

Tanti piccoli bacini
DeadNature