Non mettere il carro davanti a E-Bay

Salve, rieccomi a voi, in questo nuovo affascinante blog, che conserva tutti i pregi del vecchio (quali essi siano) eliminandone i pochi difetti (Windows Live Messenger mi faceva usare solo sette consonanti per post).
Passando a cose più importanti, per offrire una sorta di continuità col passato, di cui oggi c’è un gran bisogno, ecco a voi qualche nuovo, irriverente, ritratto storico minore (quelli vecchi sono qui. Ma chissenefrega, giusto?).

Patrizio Fanaciullo (Barcellona Pozzo di Gotto (Me) 1911 – vivente)

Figlio di Antonio Fanaciullo, ex scapolo impenitente di Barcellona Pozzo di Gotto, il quale a settantuno anni suonati decise che sì, va bene impenitente, però qualcuna che lo portasse in bagno ci voleva, no? e così andò in piazza a cercare una ragazza. ma nel tragitto ebbe un infarto e morì. Al funerale non si presentò nessuno (che poi, funerale: quando il corpo cominciò a decomporsi lo diedero ai maiali)(con moltà pietà cristiana), ma circa tre mesi dopo si presentò in comune una ragazza, vistosamente gravida, che affermò con certezza di essere stata sposata, il giorno prima della sua dipartita, dal Fanaciullo. Non l’aveva detto per pudore e rispetto della morte. Ciò detto, era avanzata un po’ di eredità? Sì, le dissero, c’era una bisaccia colma d’oro, di cui nessuno s’era impossessato per ragioni risibili. La ragazza la prese, ringraziò, e se ne andò, cavalcando un ragazzo moro dai bellissimi occhi e dalla gonorroea devastante.
Ora, con queste promesse, come poteva essere la vita di Patrizio Fanaciullo, se non una triste monnezza? E infatti. Oh, e magari morisse! Cent’anni!

Erica Barascio (Reggio Calabria 1694- 1740)

Artista effervescente sin dall’infanzia, si distinse per una serie di poemetti erotici dialettali che le valsero il plauso della critica, formata da tutta la popolazione alfabetizzata di casa sua, ovvero se stessa. Erano però tempi bui per le donne che volevano dedicarsi alla letteratura (non come adesso, che possono scrivere romanzi di successo e ricevere volgari avance da Bruno Vespa), perciò le sue opere non ebbero mai ampia diffusione. Più esattamente, non ne ebbero nessuna: un pomeriggio, suo padre le scambiò per mortadella e le mangiò. Pazienza.

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