Archivio per febbraio, 2011

Sottotitoli garbatamente iconoclasti al titolo del blog

Posted in Presentazioni ed intro with tags on 21/02/2011 by DeadNature
  • Ora su WordPress, ma brutto uguale.
  • Vegani, attenzione: questo blog è a base di burro, uova e latte di topo.
  • Un blog che ti fa sentire meno brutto.
  • Tra Sodoma, Gomorra e la fiction Agrodolce.
  • Consonanti e vocali senza un perché.
  • Non l’ha scritto Saviano.
  • Piacerebbe anche a Daniela Santanchè, sapesse leggere.
  • Potrebbe contenere foto di Serena Dandini nuda.
  • Fosse nero su sfondo nero l’apprezzereste di più.
Annunci

Palin? Odia

Posted in Sana indignazione with tags on 18/02/2011 by DeadNature

Che poi, uno va a una manifestazione, la trova buffa, ci fa su due battute. E basta, amici come prima.
Poi però uno prende un giornale a caso, poniamo L’Adige (mi scusino le signore). E, sempre ipoteticamente, va nella pagina delle lettere e vede un nome.

Francesco Agnoli*.

E allora si rende conto che il disagio psichico presenta sfaccettature davvero notevoli. Si vada dunque ad esaminare la lettera in questione.

Titolo: Silvio e il bunga bunga Perché in piazza solo ora? (e sin qua, nulla da eccepire)

Svolgimento (solo alcuni brani, è una colata di piombo degna di miglior causa):  “Perché […] solo <<ora>>? […] C’è un fine molto immediato da raggiungere?”(Ovviamente sì, le manifestazioni funzionano così. Vai tu da Francesco a spiegare queste cose? Io non ne ho voglia) “Cos’è successo di nuovo? Berlusconi ha dimostrato una pessima concezione della bellezza femminile?” (che modo elegante per dirlo! Pensa se fosse capitato a Prodi, di certo il professor Agnoli avrebbe usato la stessa raffinata perifrasi! Comunque il problema non è il via vai illimitato di zoccole e pseudo-tali da Arcore. Il problema sono i reati. Spiego l’ovvio al professor Agnoli, ma pure a molta gente che era in piazza domenica) “Un milione di persone non si era accorto di nulla, prima? […] La moralizzazione della società passa dall’additare un Unico, Grande, Immenso, Mitizzato Nemico da sconfiggere?” (ora, tralasciando la prosa da romanzo per l’infanzia di serie B, vorrei specificare questo: la moralizzazione della società è una tara mentale di Agnoli e i suoi, che vorrebbero in Italia una teocrazia. Ribaltare l’accusa è astuto, ma non funziona. Comunque il bello arriva adesso) “Perché solo ora, dunque? Perché non all’epoca di Cicciolina, la pornostar portata in parlamento col plauso di Emma Bonino, attuale vicepresidente del Senato in quota PD (contate con me: uno!)? In parlamento, si badi, non nonostante il proprio mestiere, ma proprio in nome di esso?” (Ci sono due risposte a quest’obiezione: la prima è Cazzo c’entra? e va bene per qualunque altra argomentazione di Agnoli, che del cazzocentrismo – argomenti apparentemente sensati, ma in realtà fuori discorso – è maestro. La seconda è la seguente: ci sono differenze tra la Minetti e Cicciolina, a parte che Cicciolina ha fatto film molto più belli? Ovviamente sì: Cicciolina non ha mai nascosto quello che faceva, ed è stata votata. La Minetti, per fare un nome, non è stata votata ed è consigliere regionale per motivi che avrebbe preferito restassero nascosti) “Perché non per contrastare le campagne mediatiche sozze (ahahah, vi giuro che l’ha scritto davvero! Sozze, ma ti prego, siamo nel 2011!) del radicale (due!) Toscani o di tanti altri (tipo?)? Perché non al tempo di Marrazzo, presidente PD (tre!) del Lazio, due mogli (come quell’altro, aspetta, come si chiamava? Dai, quello che fa il presidente del Consiglio!)(bel discorso, peraltro: Berlusconi è accusato di concussione e  rapporti sessuali con minori, trascurando il già citato via vai di zoccole. Ok, ma Marrazzo ha due mogli! Ehi, pure Berlusconi – e non escludo il tris! E vabbè, ma allora sei un bigotto!), transessuali e cocaina con l’auto blu (e non dimentichiamoci la pizza e il mandolino! Luoghi comuni a parte, Marrazzo si è dimesso subito. E non è mai stato indagato. Cosa bisognava fare, secondo Agnoli, scendere in piazza e chiederne il linciaggio?)()? O dopo l’affare Delbono (quattro! Dimessosi anche lui, e peraltro, anche qui, cazzo c’entra?), o dopo l’elezione di Vladimir Luxuria, icona della sinistra libertaria (cinque! Peraltro non si capisce perché le donne dovrebbero protestare per l’elezione della Luxuria. Mi pare una battaglia che dovrebbe unire tutte le persone di buonsenso)?”

Pausa, vi prego. Ho anch’io una vita.

* S’ì, lo so che il primo interrogativo è “Chi cazz’ è?”. Per questo vi ho messo la voce di Wikipedia (che si è scritto da solo, o almeno spero). Faccio notare il “critica le teorie dell’evoluzionismo”. Cioè è un ignorante. Ma ammantato di intellettualismo.

Donne con un ritardo. Di diciassette anni.

Posted in Uncategorized on 13/02/2011 by DeadNature

Oh, che bella giornata!

A Trento si vede chiara la mano femminile: non si vede né sente un cazzo.

(Siamo un paese diviso tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, tra giovani e vecchi. Quale migliore momento per tornare a dividersi tra generi?)

Una manifestazione così noiosa che mi stupisco non l’abbia organizzata il PD.

Sul palco la “Brigata Mitopoietica Pastor Pavon contro la dittatura del capitale”. Ah, ci fosse un treno per Arcore…

Una cosa ho capito: non tutte le donne sono come quelle di Silvio. Ci sono pure quelle noiose.

“Nel 1945 ci fu il primo intervento di una donna in un’assemblea democratica in Italia.” Si è concluso giovedì scorso.

“Se questo Paese verra liberato da Berlusconi, il merito sarà anche delle donne.” Ruby in effetti sta facendo molto per la causa.

Twittami questa

Posted in Uncategorized on 13/02/2011 by DeadNature

“Se non ora, quando?” Mah, diciassette anni fa?
E adesso scusate, vado in piazza a rimorchiare.
In realtà questa protesta è molto utile: nessuno disturberà le partite.
(Si scherza, eh!)

Ciao
Stefano

Non mettere il carro davanti a E-Bay

Posted in Attimi di umorismo disimpegnato with tags on 06/02/2011 by DeadNature

Salve, rieccomi a voi, in questo nuovo affascinante blog, che conserva tutti i pregi del vecchio (quali essi siano) eliminandone i pochi difetti (Windows Live Messenger mi faceva usare solo sette consonanti per post).
Passando a cose più importanti, per offrire una sorta di continuità col passato, di cui oggi c’è un gran bisogno, ecco a voi qualche nuovo, irriverente, ritratto storico minore (quelli vecchi sono qui. Ma chissenefrega, giusto?).

Patrizio Fanaciullo (Barcellona Pozzo di Gotto (Me) 1911 – vivente)

Figlio di Antonio Fanaciullo, ex scapolo impenitente di Barcellona Pozzo di Gotto, il quale a settantuno anni suonati decise che sì, va bene impenitente, però qualcuna che lo portasse in bagno ci voleva, no? e così andò in piazza a cercare una ragazza. ma nel tragitto ebbe un infarto e morì. Al funerale non si presentò nessuno (che poi, funerale: quando il corpo cominciò a decomporsi lo diedero ai maiali)(con moltà pietà cristiana), ma circa tre mesi dopo si presentò in comune una ragazza, vistosamente gravida, che affermò con certezza di essere stata sposata, il giorno prima della sua dipartita, dal Fanaciullo. Non l’aveva detto per pudore e rispetto della morte. Ciò detto, era avanzata un po’ di eredità? Sì, le dissero, c’era una bisaccia colma d’oro, di cui nessuno s’era impossessato per ragioni risibili. La ragazza la prese, ringraziò, e se ne andò, cavalcando un ragazzo moro dai bellissimi occhi e dalla gonorroea devastante.
Ora, con queste promesse, come poteva essere la vita di Patrizio Fanaciullo, se non una triste monnezza? E infatti. Oh, e magari morisse! Cent’anni!

Erica Barascio (Reggio Calabria 1694- 1740)

Artista effervescente sin dall’infanzia, si distinse per una serie di poemetti erotici dialettali che le valsero il plauso della critica, formata da tutta la popolazione alfabetizzata di casa sua, ovvero se stessa. Erano però tempi bui per le donne che volevano dedicarsi alla letteratura (non come adesso, che possono scrivere romanzi di successo e ricevere volgari avance da Bruno Vespa), perciò le sue opere non ebbero mai ampia diffusione. Più esattamente, non ne ebbero nessuna: un pomeriggio, suo padre le scambiò per mortadella e le mangiò. Pazienza.