In caso di guasto, riavviare la nazione

Ehilà. Ero indeciso tra lo scrivere un pezzo satirico sugli abusi sessuali che un branco di foche impazzite compie su delle minorenni vestite da ministro della Pubblica Istruzione (l’idea mi attirava: sesso, sangue, pinne, genitali che pulsano! Ma ora basta parlare della mia colazione) oppure una tenerissima fiaba ambientata in un dolce mondo di fantasia.
Purtroppo per voi, vi beccate la fiaba.
 
L’ORSO CHE NON AVEVA IL POLLICE OPPONIBILE

In un felice bosco colmo di letizia, viveva un tenerissimo orsetto. Abitava in un grande albero cavo, che aveva arredato con gusto e sobrietà. Un brutto giorno, tuttavia, vennero i ladri e si fregarono l’arredamento sobrio e di gusto. L’orso ci rimase un po’ male, ma non si perse d’animo:"Il destino vuole mettermi alla prova", disse,"e io sarò all’altezza di questa! Ricostruirò da solo tutto il mio arredamento!"
Si munì dunque di legname di varia foggia (la qual cosa, abitando lui in un bosco, gli risultò piuttosto facile) e di utensili per il bricolage. Indi, fischiettando motivi zigani (suo padre aveva fatto l’orso del circo per anni, prima della tragedia) iniziò a lavorare. Presto, però, emersero delle difficoltà: se infatti lavorare di pialla era ancora impresa fattibile, altrettanto non poteva certo dirsi per il martello. L’orso, privo di pollice opponibile a causa di quella che gli scienziati senza Dio certo definirebbero una burla evoluzionistica, non riusciva in alcun modo ad impugnare l’attrezzo. Poiché però aveva la mente fina, riuscì in qualche modo a tenere il martello utilizzando ambo le zampone anteriori. In pratica sollevava le zampe fin sopra la testa e poi le calava giù rapidamente, ripetendo il gesto più e più volte.
Felice del suo ingegno continuò a martellare festoso, con risultati invero discutibili, ma tutto sommato buoni, se si pensa che era un orso. Se invece volete fare sempre i disfattisti, beh, mi pare evidente che non fate certo il bene dell’orso e della nazione.
Poiché era una bella giornata soleggiata, l’orso si dedicava al bricolage sull’ampia veranda che circondava casa sua. D’un tratto, dal fondo del bosco sopraggiunse un caro amico dell’orso: Asintoto, la rana sorda. Asintoto vide l’orso e gli urlò:"Ciao mio caro amico, cosa stai facendo?" L’orso posò il martello e, ben conscio della sordità dell’amico, cominciò a mimargli la sua azione.
Sollevò le zampe fin sopra la testa e poi le calò giù rapidamente, ripetendo il gesto più e più volte.
Insomma, nel linguaggio universale degli animali, invitò la rana a puppargli la fava.
Ovviamente si trattava di un tragico qui pro quo, ma la rana si risentì moltissimo e, non volendo sentire ragioni (nè avrebbe potuto, essendo sorda), decise di trascinare l’orso in tribunale.
Il giudice era un anziano gufo dall’aspetto severo, che incuteva a chiunque un certo timore (a chiunque fosse facilmente impressionabile, cioè). Prese la parola, mangiò un topolino (non aveva fatto colazione), riprese la parola e chiese all’imputato di discolparsi dalla terribile accusa che la rana gli aveva fatto.
"Signor giudice, molto semplicemente stavo costruendo un tavolino per la mia dimora, quando ho visto avvicinarsi la mia amica rana, la quale mi chiese cosa stessi facendo. Poiché è sorda, ho ritenuto opportuno mimarglielo! Ed ecco l’equivoco!"
"Beh, mi pare questo spieghi tutto! Lei è assolto!" disse il giudice all’orso, battendo a casaccio il suo martelletto.
L’orso allora sollevò le zampe fin sopra la testa e poi le calò giù rapidamente, ripetendo il gesto più e più volte.
Insomma, nel linguaggio universale degli animali, invitò la rana a puppargli la fava.
La rana si imbestialì a tal punto che le venne un infarto e schiattò lì per lì.
E tutto tornò sereno nel placido bosco felice.

 
Buonanotte e sogni d’oro
Stefano
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Una Risposta to “In caso di guasto, riavviare la nazione”

  1. alessio Says:

    bon sto commentando. figo come al solito sto blog…sei sempre un pravissimo plogger. anch\’io ho scritto una storia che ti pubblicherei in anteprima mondiale solo che c\’è un limite alla lunghezza dei commenti quindi amen…un\’altra volta

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