Archivio per luglio, 2010

Bù!

Posted in Senza categoria with tags on 06/07/2010 by DeadNature
Salve. So che molti di voi -nessuno- mi credevano morto. Ma sono ancora qui, più vivo e trasgressivo che mai.
Vi starete chiedendo -nessuno- cosa abbia fatto in tutto questo tempo. Beh, la risposta è semplice: ho scritto biografie di personaggi ingiustamente trascurati dalla storiografia ufficiale.
Eccole a voi.

Donato Paracamini (Biella, 1744 – Buenos Aires 1477)
Dodicesimo di sessantacinque fratelli, figlio del celebre Ubaldo Paracamini, autore di ritratti di sacerdoti obesi, per la verità pochissimo somiglianti. Completati gli studi classici si cimenta in un’ardita rilettura delle opere di Montale: il suo lavoro risulta vano quando gli viene spiegato che Montale nascerà più di cent’anni dopo. Ferito nel profondo, decide di attraversare l’Atlantico a nuoto, stile farfalla: ma nell’uscire di casa si frattura un malleolo prendendo a calci un mulo e deve rinunciare all’impresa. Umiliato e sconfitto cerca il riscatto costruendo la macchina del tempo: per errore, invece di andare nel futuro, finisce nella Buenos Aires del 1477. Sfortunatamente, Buenos Aires non esiste ancora, a quell’epoca: Donato si trascina per mesi nella pampa, fino a morire di rabbia e di dissenteria.

Heinrich Gostig (Monaco di Baviera 1870 – Monaco di Baviera 1933)
Talento precoce, a quattro anni si esibisce in un’azzeccata imitazione del suo parroco, che gli frutta il plauso della critica e la scomunica. Bandito dalla città e maledetto con mille maledizioni, comincia a vagare per la Germania, sino a che qualcuno non dice:"Ma andiamo, è solo un bambino!" La scomunica viene rimossa, ma con essa Heinrich perde anche la sua vis comica: da quel giorno i suoi tentativi di far ridere provocheranno solo risatine di imbarazzo ed epidemie di colera. All’età di quarantatrè anni si invaghisce di Sieglinde, la più bella mucca di tutta la Germania: tenta di sedurla, ma lei respinge continuamente le sue avances, prima con garbo, poi avvelenandolo con del latte scaduto. Heinrich viene colto da febbre altissima e da deliri paranoici in cui vaticina alla Germania un grande futuro. L’anno seguente scoppia la Prima Guerra Mondiale. Heinrich viene chiamato alle armi, ma è immediatamente riformato: ha diciassette dita. In una sola mano. Dopo la guerra la malattia lo rende cieco da un occhio e gli ammazza tutti i parenti fino al dodicesimo grado: lui non perde il suo proverbiale buon umore, cominciando a bestemmiare il Creatore e ogni altra divinità fino alla sua morte, circa quindici anni dopo. Nel suo testamento, augura alla Germania pace e fratellanza. Quello stesso anno, Hitler vince le elezioni.

(1. Continua)

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