Lucio Gardin:”L’amministrazione roveretana ce l’ha con me e così non posso fare spettacoli nella mia città.” Porta pazienza, Lucio: vorrà dire che dovremo fare più strada per non venirti a vedere.

Buonasera a tutti! Oggi si parla di PD trentino: un argomento così interessante che in confronto un discorso di Fassino è uno spettacolo dei Monty Phyton. Che accade al PD trentino? Beh, incredibile a dirsi, ma ha un minimo di potere. Già così potrebbe far ridere, ma il meglio deve ancora arrivare. Anzitutto, in Trentino si sta lavorando a una riforma della scuola: uno dice, ah, bravi, mentre la Gelmini sfascia la scuola nazionale loro rilanciano e mirano a costruire una scuola pubblica di qualità. Giusto? Sbagliato: il progetto dell’assessore Marta Dalmaso (PD) riesce a raggiungere un solo obiettivo, ovvero fare peggio della Gelmini. Come? Così:
– Dopo le medie, un biennio comune a TUTTI gli indirizzi: fino ai sedici anni tutti studiano le stesse cose (a parte minimi dettagli). Giustificazione:"Così non resta indietro nessuno." Il ragionamento non fa una piega: se non si va da nessuna parte, non resta indietro nessuno.
– Tagli alle materie caratterizzanti: meno scienze nei licei scientifici, meno materie tecniche negli istituti tecnici… "Ma così nessuno saprà fare nulla!" "Ottimi dipendenti provinciali!"
– Disprezzo assoluto per gli insegnanti, che hanno cercato (in parte: molti si sono limitati a difendere la loro materia, ma non perché è importante per la formazione di una persona, solo perché altrimenti perderebbero il posto di lavoro. Così si è assistito, sui giornali, a un tutti contro tutti ridicolo: insegnanti di fisica contro insegnanti di ginnastica contro insegnanti di disegno. E intanto Dellai si frega le mani: la gabbia è sempre più piccola e i topi sempre più aggressivi), che hanno cercato, dicevo, di spiegare le loro ragioni e di proporre il loro modello di scuola. Peccato che gli insegnanti non contino un emerito cazzo, visto che le decisioni le prendono i lacché di Dellai, dirigenti come Paolo Renna e Crescenzo Latino, tanto per non fare nomi. "Presidente, perché ha messo loro in un posto di comando? Sono due persone assolutamente inadeguate, inette e… Oooh!"
 
Come finirà? Nel migliore dei modi possibili: si farà quello che vuole Dellai. Sempre sia lodato.
 
Per fortuna c’è un altro PD che avanza, ed ha il bel faccione di Vanni Scalfi (insegnante, guarda un po’ il caso). Vanni Scalfi, l’uomo di cui l’ex-presidente Ciampi una volta disse:"Macchiato caldo in tazza grande."; Vanni Scalfi l’uomo che ha una risposta ad ogni domanda, purché non ci siano dei punti interrogativi; Vanni Scalfi, così pieno di carisma che al confronto Bersani è Bersani; ecco, Vanni Scalfi viene intervistato da Daniele Battistel de L’Adige (ohhh!), in un articolo a pagina 16 (ohhhhh!), con fotina da condannato a morte (ohhhhhhhhhh! Scusate, sono svenuto) e fa le seguenti dichiarazioni.
"La mia candidatura è in campo già da settimane (Infatti sui giornali è stato un titolo dietro l’altro). Ho cominciato ancora l’estate (E qui non si sa se l’italiano fa difetto a lui o a Battistel. Sulla fiducia, direi ad entrambi) a costruire un progetto (col Lego), partendo dalle persone che mi sono più vicine (Mi immagino la ressa). Parlo di Elisabetta Bozzarelli, Andrea Pradi, Sara Ferrari (Consigliere provinciale del PD, di mestiere donna. Nel senso che si fa votare e la votano perché è di sesso femminile. Uao), Mattia Civico (Quando ha saputo della candidatura di Scalfi per la gioia ha esploso un paio di colpi in aria) e Italo Gilmozzi, persone con le quali, prima che a livello politico, ho una grande affinità umana (e anche qui l’italiano è partito un po’ per la tangente. Con immediata soddisfazione del Nuovo PSI)."
Ma attenzione, gran finale: com’è il PD che sogna Scalfi? Senza "casacche colorate": e in effetti sin qui mi sembrava che fosse il grigio ad andare per la maggiore.
"Sono entrato nel PD con le primarie dell’8 giugno 2008 (la data è scolpita nella pietra in tutte le principali piazze italiane). Prima alternavo il voto per i DS e per la Margherita (Questa o quella per me pari sono: bravo Scalfi. Si sa mai che domani torni buono per l’Api, o come cazzo si chiamerà allora) e in molti si interrogavano sulla mia provenienza (Ahahahaha, scusate, non ce la faccio. Giuro, dice proprio così! In molti si interrogavano sulla sua provenienza: capannelli nelle strade, riunioni condominiali, palazzetti dello sport presi a noleggio per risolvere questo infernale arcano. Anche se probabilmente è andata così: si è presentata alla sede del PD e il custode gli ha chiesto:"Scusa, Scalfi… Ma tu da dove cazzo vieni?"). Ora questa fase deve essere definitivamente superata per costruire un partito davvero nuovo (a Veltroni ha portato bene, ‘sta frase)."
 
E insomma, applausi per Vanni.
Ciao
DeadNature
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