Il tempo passa rapido, togli il criceto dalla ruota.

Salve. Dio mio, quanto tempo è passato! Comunque non è successo niente di interessante, se si eccettua che si è scoperto che il nostro premier è un corruttore che si circonda di figa. E dimmi qualcosa che non so, dai! Comunque ci sono state le elezioni europee, la Lega è andata molto forte, l’Italia dei Valori è andata molto forte, il PD… Beh, Franceschini è un bell’uomo.
Quello che mi ha spinto di nuovo qui, in questo allegro tempio dell’ego, è stata però la meravigliosa visione del dittatore (ops, scusate… L’illumininato leader) libico Gheddafi che viene in visita in Italia vestito da sergente Pepper. Un’immagine commovente, che potete trovare in allegato a questo intervento
Dopo che ho finito di ridere mi sono ricordato di avere questo blog e di poterti quindi rendere partecipe, o mondo! Che culo, eh?
E ora, per tornare alle cose serie, una fiaba allegorica.
 
L’UOMO CHE AVEVA UN MULINO
Un tale aveva un mulino. Ne era orgoglioso, era davvero un bel mulino, con una macina, le pale, la struttura in mattoni e insomma non c’è bisogno che vi dica com’è fatto un mulino, su. Nonostante tutta questa bellezza, tuttavia, il mulino non funzionava. L’uomo metteva il grano sulla macina, ma questa non girava, cosicché non c’era verso di produrre farina.
"Perché mi accade una simile iattura?" si domandò l’uomo. "Perché gli dei si accaniscono contro di me?"
Non seppe darsi risposta.
Passarono i mesi e un bel giorno una fanciulla venne a fare visita all’uomo. Gli si fece incontro sorridendo e con garbo gli parlò.
"Salve, o uomo solitario. Hai davvero un bel mulino. Tuttava, se posso fare una critica, il fatto di averlo costruito sul fondo di un burrone, dove non scorrono corsi d’acqua nè soffia il vento è, come dire… Forse poco saggio. Senza offesa, naturalmente."
L’uomo guardò la ragazza con un sorriso dolcissimo e annuì. Quindi prese un piccone e la colpì con violenza sul cranio e continuò a colpirla finché di lei non rimase che una poltiglia rossastra.
Tutto è bene quel che finisce bene, si penserebbe. E invece no, perchè poco tempo dopo il Governo confiscò il mulino all’uomo per una confusa diatriba catastale. All’uomo per il dispiacere venne un ictus e dopo una lunga agonia morì. Il Governo non fece nulla per valorizzare il mulino, che andò ben presto in rovina. Nel mulino si insediò una famiglia di gatti con dei micini piccoli e tenerissimi, ma una sera venne il terremoto, il mulino crollò e i gatti schiattarono.
(lieto) FINE
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Una Risposta to “Il tempo passa rapido, togli il criceto dalla ruota.”

  1. Lollo Says:

    Cavoli…sono passato dalle grasse risate nel vedere mister colonnello leader libico alla tristezza esistenziale della storiella del mulino…stavo per mettermi a piangere quando in fondo ho letto: lieto fine…allora mi sono tranquillizzato…vuol dire che poteva andare peggio…ciao mark!!!

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