A testa in giù siamo tutti più belli

PICCOLA MA UTILE FAVOLA ALLEGORICA

Passando un giorno per la savana, ad un uomo capitò di vedere un leone che ruggiva di dolore: dopo un attimo di incertezza, il desiderio di aiutarlo prevalse sulla paura, così si avvicinò al grande felino per vedere cosa gli fosse capitato. Giuntogli vicino, si rese conto che il re della giungla aveva una spina incastrata in una zampa, il che gli procurava dolore e frustrazione, poiché, per quanto si sforzasse, non riusciva in alcun modo a levarla. Mosso a pietà, l’uomo decise di togliere la spina dalla zampa: con un gesto rapido si avvicinò all’animale e, prima che questi potesse aggredirlo, estrasse quell’oggetto pungente dalla morbida carne leonina. Ciò fatto, si voltò e si incamminò sulla sua strada, ma dopo pochi passi il leone lo fermò con un potente ruggito: poi -con grande sorpresa dell’uomo- parlò: "Tu mi hai salvato, gentile individuo! Ora sono in debito con te e da adesso in poi ti accompagnerò ovunque andrai, fino a che non potrò a mia volta aiutarti nelle difficoltà!" L’uomo, che viveva in un bilocale di 50 metri quadrati con la sua ragazza e poco gradiva l’idea di dover condividere la sua abitazione con quell’ingombrante coinquilino, cercò di rifiutare: "Ma no, guarda, non serve che ti scomodi." disse "Per me è stato un autentico privilegio aiutarti, non ho bisogno d’altro!" Le sue parole caddero nel vuoto: il leone aveva preso con sè i suoi pochi averi (una maglia del Lecce, un leccalecca allo zinco e il calendario 2009 di Lola Ponce) e si era posto sorridente al suo fianco.
L’uomo dunque tornò a casa e il leone lo seguì: una volta arrivati, il leone si presentò alla fidanzata dell’uomo, fece un accenno di baciamano e un commento galante sulla pettinatura della donna. Ella parve gradire molto quel nuovo ospite, soprattutto quando questi si mise a pancia all’aria per farsi fare i grattini, rivelando così doti anatomiche che l’uomo, pur con tutta la buona volontà, non poteva vantare.
Se dunque la fidanzata accolse l’arrivo del leone come una piacevole variazione della sua monotona quotidianità, l’uomo decise che non avrebbe tollerato a lungo quella presenza regale nel suo appartamento: elaborò così un astuto piano per sbarazzarsi del leone. Avrebbe finto di trovarsi in una situazione di mortale pericolo e avrebbe chiamato in soccorso il leone, che l’avrebbe "salvato"; dopodiché, sciolto il vincolo di gratitudine, il felide sarebbe ritornato per sempre nella savana, lasciando all’uomo la sua libertà.
Ma i suoi propositi si rivelarono assai ardui da mettere in pratica. Inizialmente, simulò un banale incidente domestico: mentre si faceva un bagno caldo, col leone sdraiato placido accanto alla vasca, prese il phon e cominciò ad armeggiarci, sperando così di attirare l’attenzione dell’animale, il quale sarebbe stato obbligato ad avvisarlo del pericolo che correva. Ma il leone non fece in tempo a sdebitarsi, perché proprio in quel momento entrò in bagno la fidanzata dell’uomo, la quale gli disse che era inutile baloccarsi con il phon, giacché la corrente era stata tolta in tutto il condominio per dei lavori. Il primo tentativo si risolse dunque in un buco nell’acqua.
Puntò allora su un danno economico: una mattina, leggendo il giornale, disse: "Eh, queste azioni Alitalia mi ispirano: quasi quasi ne compro diecimila!" Sperava che il leone lo dissuadesse, salvandolo così da una sicura perdita di denaro: ma l’animale di economia non capiva nulla, avrebbe potuto benissimo fare il ministro: si limitò a commentare: "Mi sembra un’ottima idea!", continuando a sfogliare distrattamente Tuttosport.
L’uomo passò allora alla soluzione finale: chiese a un amico se poteva fingere di investirlo con la sua auto. Il leone l’avrebbe avvertito con un ruggito, oppure l’avrebbe scostato bruscamente dalla strada e lui sarebbe stato libero. Una sera uscì allora di casa, premurandosi di attirare l’attenzione del leone: "Io esco a comprare le sigarette!" disse "Spero proprio non mi succeda nulla di grave… Tu magari dammi un’occhiata!" Il leone ruggì sommessamente, l’uomo ritenne in segno d’approvazione. Uscì dunque di casa e si piazzò in mezzo alla statale, quasi deserta a quell’ora. In lontananza vide il suo amico accendere i fari, come da segnale convenuto. Ma dove diavolo era il leone? L’uomo si voltò in direzione di casa sua, per vedere se il felino lo stesse controllando come era uso fare. Sfortunatamente, proprio quella sera il club "Amici delle pari opportunità" aveva indetto la prima gara di camion guidati da ciechi. Un tir Iveco da 8 tonnellate lo centrò in pieno, spalmando il suo corpo come marmellata di fichi su un lungo tratto di statale. Il leone non c’era perché si stava masturbando davanti a un documentario di National Geographic sulle gazzelle (ognuno ha le sue perversioni).
Due giorni dopo, il leone andò al funerale, dove pianse per l’intera durata della cerimonia: quindi tornò a casa dell’uomo e gli trombò la fidanzata per tutta la notte. Perché, come disse la donna slacciandosi il reggiseno, "lui avrebbe voluto così".

Annunci

3 Risposte to “A testa in giù siamo tutti più belli”

  1. Lollo Says:

    Penso di avere capito che la morale di questa storia è che i leoni possono accoppiarsi con qualsiasi essere vivente (e non…)…o sbaglio? XD

  2. alessio Says:

    ahaha ognuno ha le sue perversioni è una delle mie massime.

  3. Pier Carlo Says:

    Balle…..tutte balle…..lo sanno tutti che i leoni parlano con la erre moscia…………..PS:visto che bravo che non ho usato abbreviazioni eh……………….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: