A Natale regalate un sorriso. E’ gratis

 
SCENA 5
Lungo il tragitto che lo avrebbe condotto all’abitazione dell’anziana consanguinea, la camminata di Andrea si faceva sempre più incerta, a causa dell’azzardato connubio tra alcol ed aspirine (assunte poco prima di uscire, in un vano tentativo di mitigare il violento mal di testa che l’aveva assalito dopo l’inattesa telefonata), e il suo umore si faceva sempre più nero: lo irritava la gente, lo irritava il freddo, lo irritavano le vetrine rigurgitanti Natale in tutte le salse. Più di tutto, lo irritavano e anzi lo disgustavano gli addobbi: quelle luminarie pendenti sulle vie del Centro da mesi e quelle squallide decorazioni, come il Babbo Natale gonfiabile a grandezza naturale che, da qualche settimana, la sua vicina di casa aveva avuto la brillante idea di esporre fuori dalla finestra. “Che schifo… E ogni anno sono sempre peggio!” pensò Andrea, suonando al citofono della nonna.
 
(5. Continua)
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