Archivio per dicembre, 2007

Regali utili: Vasgnam, la vaselina commestibile

Posted in Senza categoria with tags on 22/12/2007 by DeadNature
 
SCENA 7

Un piccolo favore, come no!
Ancora vestito da cialtrone (pardon, da Babbo Natale), attorno al collo, come una pacchiana ghirlanda, le luci intermittenti consegnategli dalla nonna, Andrea si affacciò sul tetto dell’abitazione. Nelle sue intenzioni, l’intera operazione (collegare le decorazioni ad una presa –attaccare le luci lungo la grondaia -scendere dalla nonna, salutarla e tornarsene a casa) non sarebbe dovuta durare più di un minuto. Ma il destino, quella sera, aveva progetti diversi per Andrea Conforti. Desideroso di terminare in fretta il compito, il nostro si sporse dalla finestra per verificare l’esatta posizione della grondaia. Forse per il freddo, forse per il mix di alcol e zucchero a velo, più probabilmente per lo spavento causatogli dall’abbaiare improvviso, alle sue spalle, di Galeazzo, il mastino della nonna, Andrea si sbilanciò e cadde in avanti. Le luci, srotolandosi solo parzialmente, si bloccarono tra la finestra e la grondaia, stringendo alla gola di Andrea un cappio intermittente e lasciandolo penzolare sulle vie della città, ormai senza sensi.
Alle ore 20 e 51 minuti del 24 dicembre 2005, si concludeva la permanenza di Andrea Conforti sul pianeta Terra.

SCENA 8

– “Papà, papà, guarda lassù! Babbo Natale! C’è Babbo Natale!”
– “Cosa? Che c’è Michele?… Ah sì, guarda lassù! Fai ciao a Babbo Natale, Michele!”
L’uomo si girò verso la moglie, scuotendo la testa: “ Certo che queste decorazioni sono di un cattivo gusto… Non trovi tesoro?”
“ Davvero, caro… E ogni anno sono sempre peggio!”

 
(8. Fine)
 
Sì, è finito. Potete spegnere il pc ora.
Ciao
Stefano

Natale non è Natale senza il Natale. Credo.

Posted in Senza categoria with tags on 21/12/2007 by DeadNature
 
SCENA 6
Erano passate circa due ore dall’ingresso del nostro eroe nell’appartamento dell’unica parente con cui (controvoglia) intrattenesse ancora dei rapporti e Andrea era proprio fiero di sé e del suo comportamento impeccabile: aveva salutato col massimo affetto possibile la nonna; aveva manifestato stupore e apprezzamento per il suo presepio, assolutamente identico a se stesso da quando Andrea ne aveva memoria; aveva mostrato di gustare i tortellini e si era addirittura servito due volte di zampone. Insomma, lasciando da parte la modestia (cosa che in verità gli riusciva piuttosto facile), Andrea riteneva di star facendo proprio un buon lavoro e di essere ormai vicino alla salvezza. Grave errore. Proprio un grave errore. La voce della nonna gli giunse da molto lontano, ma ebbe l’effetto di una doccia gelata.
“Ah, quasi mi dimenticavo, pensa che sciocca… ecco il tuo regalo, tesoro! Dai, mettilo, sono sicura che ti starà benissimo! L’ho fatto a maglia, sai?” La visione del terribile costume da Babbo Natale lasciò totalmente sbigottito Andrea che, senza sapere bene come, poco dopo si ritrovò tutto vestito di rosso e -orrore!- addirittura agghindato con una barba finta. Il disagio per la situazione lo portò a delirare.
– “È bellissimo nonna, sono senza parole…”
– “Ero sicura che ti sarebbe piaciuto… Ah, sai una cosa, Andreuccio? Potresti proprio farmi un piccolo favore, visto che sei qua! Prima però, ti porto una bella fetta di pandoro, quello che ti piace tanto!”
Le parole “favore” e “pandoro” (dolce che odiava come poche altre cose al mondo) così vicine l’una all’altra ebbero su Andrea l’effetto di un calcio nello stomaco: rimase senza fiato, assolutamente non in grado di opporsi alla disgrazia che si stava abbattendo su di lui. Ad onor del vero, bisogna però dire che, almeno per quanto riguarda il dolce, Andrea non poté proprio lamentarsi.
L’Ottantasei era stata un’ottima annata, per il pandoro.
 
(6. Continua)

A Natale regalate un sorriso. E’ gratis

Posted in Senza categoria with tags on 20/12/2007 by DeadNature
 
SCENA 5
Lungo il tragitto che lo avrebbe condotto all’abitazione dell’anziana consanguinea, la camminata di Andrea si faceva sempre più incerta, a causa dell’azzardato connubio tra alcol ed aspirine (assunte poco prima di uscire, in un vano tentativo di mitigare il violento mal di testa che l’aveva assalito dopo l’inattesa telefonata), e il suo umore si faceva sempre più nero: lo irritava la gente, lo irritava il freddo, lo irritavano le vetrine rigurgitanti Natale in tutte le salse. Più di tutto, lo irritavano e anzi lo disgustavano gli addobbi: quelle luminarie pendenti sulle vie del Centro da mesi e quelle squallide decorazioni, come il Babbo Natale gonfiabile a grandezza naturale che, da qualche settimana, la sua vicina di casa aveva avuto la brillante idea di esporre fuori dalla finestra. “Che schifo… E ogni anno sono sempre peggio!” pensò Andrea, suonando al citofono della nonna.
 
(5. Continua)

E’ molto povero, vive in un camper, ha addobbato l’arbre magique

Posted in Senza categoria with tags on 19/12/2007 by DeadNature
 
SCENA 4

– “Pronto?”
– “Andrea! Non ti sei dimenticato cosa c’è stasera, vero?”
– “Nonna! Ma no, nonna, come può venirti in mente una cosa del genere?”
– “Bene! Ci vediamo alle sette, allora! Puntuale, mi raccomando! Ti ho preparato i tortellini che ti piacciono tanto!”
– “Grazie nonna. A dopo nonna”
– “Ciao tesorone! Un bacino!”
– “…”

Posando la cornetta, Andrea vide distintamente davanti a sé Jonah Lomu e Rocco Siffredi che scuotevano mesti la testa, stupefatti per la sua arrendevolezza. Sulle prime rimase immobile, imbarazzato per la figura fatta di fronte ai suoi miti: poi, con un sussulto di dignità, tirò un profondo respiro e decise di affrontare la realtà dei fatti in maniera matura e responsabile. Frammenti del telefono finirono all’altro capo della camera.

(4. Continua)

Menù natalizio alternativo: zampone di renna, cotechino di renna, torrone di renna

Posted in Uncategorized with tags on 18/12/2007 by DeadNature
 
SCENA 3

Pieno di entusiasmo per la sua capacità di decisione, Andrea si avvicinò al telefono, deciso a staccarlo e a dare così il via alla più bella Vigilia di Natale della sua vita. Mentre allungava la mano per sollevare la cornetta, l’apparecchio emise il caratteristico suono, segno inequivocabile che qualcuno voleva comunicare proprio con lui, Andrea Conforti. Annebbiato dalle sostanze con cui si era dilettato sino a poco prima, Andrea commise un errore fatale.
Lo sventurato rispose.

 
(3. Continua) 

“C’è Natale nell’aria!” “No amore. E’ la Thyssen.”

Posted in Senza categoria with tags on 17/12/2007 by DeadNature
SCENA 2

Facendo colazione, Andrea rifletté sul modo per superare indenne quella maledetta Vigilia. Due ore, una bottiglia di limoncello e svariate canne più tardi, davanti ai suoi occhi discretamente annebbiati si profilarono due ipotesi:
A)Fregarsene. Telefono staccato, cena a base di pizza surgelata e ascolto reiterato, possibilmente ad un volume di decibel superiore del consentito, del “Best of” dei Three Dog Night. A seguire, visione alternata di filmati dei due più grandi miti di Andrea: Jonah Lomu, l’All Black fenomeno del rugby, e Rocco Siffredi, sulle cui doti riteniamo superfluo trattenerci.
B)Farsi una doccia. Sbarbarsi. Lavarsi i denti. Uscire di casa, affrontare il freddo e la folla e recarsi alla più vicina chiesa, luogo in cui Andrea non metteva piede dalla cresima. Accostarsi con sincero stupore al mistero della venuta al mondo di Dio. Ritrovare la fede.

Dopo una riflessione di circa sei secondi, scelse l’opzione A. E ci impiegò così tanto solo perché, per colpa dell’alcol e del THC, non ricordava bene quale fosse, l’opzione A.

(2.Continua)

Oggi ho fatto l’albero. Un’imitazione così bella che un cane mi ha pisciato addosso

Posted in Senza categoria with tags on 16/12/2007 by DeadNature

Da qui per un po’, un simpatico racconto natalizio, che per amor di verita riciclo perché non ho idee. Molti di voi tanto non l’hanno letto, quindi va bene lo stesso.

Ciao

Stefano
 
 

OGNI MALEDETTA VIGILIA

 

SCENA 1

 

Ancora il 24 dicembre. Ancora il 24 dicembre. Ancora!

Questo, al suo risveglio, all’orario per lui antelucano delle 13 e 45, fu il pensiero di Andrea Conforti; pensiero che, per rispetto delle menti più impressionabili, abbiamo ritenuto opportuno edulcorare, omettendo di riportare un’espressione usata più volte da Andrea a mo’ di intercalare, facente riferimento ad una precisa parte anatomica maschile.

Il motivo di tanto astio verso il giorno più atteso dai bimbi di tutto il (primo) mondo risultava sostanzialmente ignoto anche ad Andrea stesso: sentiva solo una sensazione di fastidio crescere dentro di lui a partire dal primo dicembre, sensazione che andava aumentando col passare dei giorni, come in una sorta di calendario dell’Avvento interiore. E lui era giunto all’ultima finestrella.

Pensò a tutto ciò e alla bocca gli riaffiorò l’epiteto di cui abbiamo parlato poc’anzi, che, sempre per rispetto delle menti impressionabili, torniamo a censurare.

(1. Continua)